«Deportazioni indegne di paesi civili»
ROMA.«E' un crimine contro l'umanità». Cosi Santino Spinelli, musicista e poeta rom italiano, con due lauree e una cattedra all'Università, che il 4 settembre ha organizzato a Roma una manifestazione contro il provvedimento del governo francese.
Sarkozy va avanti...
«Sono forme di deportazione indegne di un paese civile che ha ispirato i principi di uguaglianza, di fratellanza e di libertà nel mondo, che ha emanato la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e ha contribuito a fondare l'Europa unita».
Perchè i rom?
«Perché i rom non hanno nessuna protezione politica e nel momento in cui il consenso politico scende ecco che si usano i più deboli come capro espiatorio sacrificando bambini, donne e anziani inermi sull'altare della politica spicciola».
Da parte dell'Unione europea c'è la forza di opporsi concretamente?
«Mi auguro di si altrimenti si rischierà una deriva xenofoba e razzista con consewguenze che noi rom conosciamo bene visto che durante la seconda guerra mondiale 500 mila rom e sinti sono stati massacrati dai nazifascisti senza che questo si imprimesse nella memoria collettiva. I campi nomadi, vere e proprie forme di segregazione razziale e le nuove forme di deportazioni sono un crimine contro l'umanità. E' giusto punire chi delinque ma non si può condannare un popolo intero».
Cosa risponde a Bossi sui furti?
«In Italia la comunicazione non è informazione ma propaganda. Il 70% di rom e sinti sono italiani di antico insediamento (arrivati nel 1400) e vivono nelle case onestamente. A causa della dilagante discriminazione hanno molte difficoltà ad accedere ai servizi e a integrarsi. L'affermazione di Bossi equivale al pregiudizio di 'tutti gli italiani sono mafiosi", uno slogan per colpire i più deboli».
E' davvero un sentire diffuso nella popolazione?
«Si è instillato nell'opinione pubblica il morbo dell'odio razziale, l'italiano per cultura non è razzista e xenofobo ma lo sta diventando per indottrinamento. I politici, incapaci di rispondere alle necessità del paese, distolgono l'attenzione e dirigono le frustrazioni verso i più deboli». (m.v.)