Anche dalla Germania per la Mostra

CASTELLAMONTE. Dalla Germania a Castellamonte per visitare la Mostra della ceramica che quest'anno festeggia il mezzo secolo di vita. Un bel viaggetto, non c'è che dire. Accompagnati dall'assessore alla Cultura dell'amministrazione Mascheroni, Nella Falletti, e dall'assessore provinciale alla Cultura della giunta Saitta, Ugo Perone, alcuni professori dell'Università di Monaco di Baviera hanno visitato, domenica scorsa, i vari stand della rassegna espositiva congratulandosi con gli organizzatori per la qualità (e riuscita) della manifestazione. Un inizio convincente, dunque.
Del resto, le aspettative erano tante, al di là del fatto del non aver potuto contare anche quest'anno sul prestigioso spazio della Rotonda Antonelliana, il luogo ‘simbolo' di Castellamonte.
Qualche dato sull'affluenza. «Nel primo weekend di apertura della Mostra - spiega Nella Falletti -, abbiamo registrato la presenza di circa 5mila visitatori che hanno affollato tutti i punti espositivi, sia quelli presenti nella ‘città della ceramica', che quelli di Agliè, Caluso, Pavone e Torino.
'Veramente belle" hanno commentato un gruppo di turisti provenienti dall'interland milanese all'uscita dal Centro congressi 'Martinetti" dove sono esposte le stufe e le opere degli artisti e artigiani castellamontesi. Stessi apprezzamenti anche dai visitatori di Palazzo Botton, dell'ex palestra (dove è anche esposto un simulatore di volo F16 realizzato dagli allievi del 'Faccio", guidati dal professor Massimo Bologna), della Casa-museo Allaira, del Castello e dei laboratori dello stesso liceo artistico.
Molto curati anche i locali espositivi da 'La Castellamonte" di Roberto Perino e Silvana Neri e il Centro ceramico 'La Fornace" di Daniele Chechi. Dell'interesse alle performances dal vivo degli artisti lo testimonia, per esempio, il successo di Giose Camerlo che si è esibito, in piazza Vittorio Veneto, nella tornitura di alcune pignatte.
La rassegna 2010 comprende anche altri cinque punti mostra ‘fuori porta'. Dal museo D'Andrade di Pavone al palazzo Valperga di Caluso, dal Castello ducale alladiese (dove l'architetto Giuse Scalva ha mostrato ai presenti le stufe in ceramica bianca di Castellamonte servite per riscaldare l'appartamento del Re) alla chiesa di Santa Marta di Agliè. E, ancora, al Golf club San Giovanni dei Boschi dove sono esposte ceramiche realizzate da alcuni iscritti all'associazione Artisti della ceramica in Castellamonte.
E ora c'è il secondo week-end della Mostra. La speranza è nel tutto esaurito.

Dario Ruffatto