Il duello tra Hamilton e Webber
Detto fuori dai denti: riguadagnata la testa del Mondiale, Hamilton si presenta a Monza da favorito. E non solo per la sua straordinaria attitudine ai circuiti veloci, a dispetto di quanto poco abbia raccolto in passato, causa ripetute circostanze avverse. Il capoclassifica resta il più accreditato vincitore del Gp d'Italia perché tale lo è la McLaren, vettura che a Spa pare aver dimenticato in fretta i guai manifestatisi sul tortuoso Hungaroring. In più il britannico - a podio in 5 delle ultime 7 gare con due successi all'attivo - palesa un'invidiabile sicurezza nei propri mezzi e altrettanta maturità, anche se ad assisterlo in Belgio, in quell'escursione a bordo pista allorché guidava con le slick sul bagnato, c'era quel pizzico di fortuna a cui un pilota mai rinuncerebbe. Malgrado l'esito di Spa, la lotta per il titolo non è solo una questione tra lui e Webber e il britannico lo sa. Con 25 punti al colpo e sei giri di roulette tutto è ancora possibile, anche se il vantaggio di Hamilton su Alonso (41 punti) resta consistente. Dalla sua il pilota della McLaren ha il vantaggio di aver già vissuto una situazione quasi identica in passato: a tre contendenti nel 2007 (con Alonso e Raikkonen cui andò il titolo in volata), a due un anno più tardi (con il Mondiale intascato all'ultimo giro ai danni di Massa). Dal punto di vista psicologico, dunque, non può temere i rivali, Webber in primis. Dovrà semmai capitalizzare il risultato sulle piste più adatte alla sua monoposto. (g.p.g.)