Ferrari, un sospiro di sollievo

Nessuna sgradita sorpresa per il clan Ferrari alla vigilia dell'appuntamento di casa. Per il sorpasso mal gestito di Hockenheim è stata confermata dalla Fia la sanzione pecuniaria di 100.000 dollari ma la scuderia del Cavallino ha evitato penalità in classifica tra i Costruttori e ai propri piloti, pur essendo stata riconosciuta la violazione dell'articolo 39.1 dell'ordinamento sportivo della Fia, secondo il quale sono vietati i sorpassi imposti dal muretto box ai piloti dello stesso team.
Difficile che il neopresidente Jean Todt decidesse diversamente, anche se in via ufficiale ha passato la patata bollente al Consiglio Mondiale presieduto dal suo vice Stoker: fu proprio l'ex dg della Rossa ad invitare caldamente Barrichello a dare strada a Schumi in un Gp d'Austria del 2002, nel contesto di una stagione che vide il tedesco laurearsi campione a luglio. Non vi era quindi necessità alcuna di privare Barrichello di una meritata vittoria ma nessuno si stupisca. Questa è la filosofia Ferrari, distante anni luce da quelle di Williams e McLaren, ma anche della Red Bull che nel 2010 ha i suoi bravi problemi a tenere a bada Webber e Vettel: a Maranello si mette al primo posto l'interesse della squadra azzerando il pathos di eventuali lotte intestine.
Ben diversa era l'opinione di Max Mosley sul plateale via libera di Massa ad Alonso. Basandosi sul presunto comportamento illecito della Ferrari, aveva richiesto sanzioni sportive, oltre alla multa. Alonso e Massa avrebbero dovuto essere privati dei punti ottenuti in Germania, secondo l'ex numero uno della Fia e dalla sua parte si era schierato anche il tagliente Niki Lauda. Niente di tutto questo, la Fia ha unanimemente deciso per la piena assoluzione. Pare certo però che la regola verrà nuovamente ritoccata e che ci sarà maggiore attenzione sui comportamenti sospetti che decidono le gare. Altrettanto scontato è che, sotto forme differenti (e qui la Ferrari non ha brillato d'inventiva per celare il fattaccio, poco aiutata da un Massa che non voleva saperne di cedere), i giochi di squadra sempre hanno fatto parte delle corse e sempre lo faranno. Ci sono momenti in cui le scelte parrebbero tacite ma è sempre bene chiarirlo espressamente nelle riunioni prima del Gp. Perché un pilota rinuncia sempre mal volentieri ad una vittoria. Specie se non gli capita da oltre un anno.

Gian Paolo Grossi