Se il problema è... alle radici
IVREA.Data la stura è un vero e proprio 'fiume in piena" cosi si moltiplicano le segnalazioni dei cittadini circa la sicurezza nel potersi muovere senza rischi in città. Segnalano, ci pregano di proseguire sulla pubblicazione di quanto evidenziano e poi, (ingenui, diciamo noi) di controllare se qualcuno provvede a ripare le magagne.
Al centro dell'attenzione c'è, questa volta, piazza Fillak e i cittadini che, numerosi, si servono dell'area parcheggio segnalano il 'rischio inciampo e caduta", nonché attentato, oltrechè al decoro della città, anche alle carrozzerie delle auto visto che in quella zona il parcheggio, oltre tutto, si paga. Si tratta di un caso particolare, che va letteramente 'affrontato alla radice", essendo proprio le radici degli alberi la causa principale del problema.
Costrette infatti, da chi anni fa progettò il parcheggio, in due aiuole strette e lunghe, delimitate da cordoli in cemento e più adatte a ospitare qualche fiore o piante di piccole dimensioni, le grandi piante si sono, anche loro, ribellate e con la forza di tutta la secolare natura arborea hanno avuto ragione dell'asfalto che le opprimeva, mettendo tutto a soqquadro con le proprie potenti nerborute propaggini. Ne sono derivati un'impressionante sollevarsi dei cordoli, in particolare alle estremità delle lunghe 'isole verdi" e un affiorare delle stesse radici con conseguente spaccatura e alte gobbe della crosta d'asfalto lungo tutta la loro 'dorsale".
E ne sono derivati anche un pericolo per le persone costrette alla massima attenzione per non inciampare e un'ulteriore immagine di trascuratezza e pericolo per ruope e carrozzerie della auto, in un punto centralissimo e frequentatissimo. Una situazione che dura da tanto tempo e destinata solamente a peggiorare. «A chi competerà porvi rimedio e a chi tocca la cura della piazza-parcheggio e del suo verde disordinato?» si domandano gli automobilisti salassati dagli onnipresenti e, quelli si, solerti 'ausiliari del traffico".
Contrariamente a quanto si protrebbe pensare, l'intervento non spetta all'Ivrea Parcheggi gestore, per convenzione con il Comune, delle aree a sosta onerosa (i cosiddetti parcheggi blu), ma allo stesso Comune: «A noi compete la manutenzione ordinaria dell'area - spiega l'amministratore delegato, Luigi Berutti -.Quello delle radici e del dissesto dei cordoli e del suolo è un problema che rientra invece nella manutenzione straordinaria che compete al Comune. Si tratta di un intervento piuttosto delicato, che va studiato con attenzione. Un semplice riposizionamento dei cordoli e un 'rattoppo" esterno al manto d'asfalto, oltre a non risolvere il problemma, richierebbero di danneggiare irreparabilmente le radici e gli aberi. Un problema analogo, tra l'altro, è presente in piazza La Marmora».
Berutti conclude spiegando che, per la manutenzione delle siepi (piuttosto male in arnese) che separano la piazza da via Cuniberti, come per quelle presenti nelle altre aree gestite da Ivrea Parcheggi, la convenzione prevede che questa versi annualmente al Comune una somma intorno ai 5.000 euro.
«Siamo a conoscenza del 'problema radici" - ammette l'assessore a Urbanistica, Difesa del suolo e Mobilità, Giovanna Codato -.La soluzione non è semplice in quanto, se si dovesse ampliare la zona verde delimitata dai cordoli a tutta la lunghezza delle radici in affioramento, si sarebbe costretti a dover eliminare intere file di parcheggi, stando all'attuale disegno. Stiamo pertanto studiando modalità per riuscire a preservare alberi e stalli, elaborando magari nuovi tracciamenti secondo uno schema distributivo a spina di pesce, modalità più efficiente in quanto a parità di spazio consente di ottenere il maggior numero di parcheggi. Si potrà cosi prevedere l'ampliamento del terreno a disposizione delle piante».
E l'assessore mette subito le mani avanti specificando: «Certamente i tempi non saranno brevi. Al momento stiamo terminando interventi più urgenti in altre aree e abbiamo appena provveduto a ritracciare gli spazi in piazza del Rondolino». Accanto al problema legato alle radici, andrà comunque ovviato anche alle troppe buche che costellano piazza Fillak, in corrispondenza di pali segnaletici segati alla base, tanti anni fa, e oggi 'riemersi", come le radici degli alberi, a testimonianza di come spesso tante progettazioni pubbliche siano state condotte e tradotte in realtà con troppa superficialità. Un 'metodo" ancora oggi puntualmente applicato, purtroppo.