Dipendenti Synago allo stremo

FAVRIA. Dipendenti (senza stipendio da mesi) allo stremo, il sindacato che non ha una visione univoca sulla questione, il Comune che a questo punto non vede l'ora che si spengano i riflettori sull'attuale gestione della 'Casa del Sole". Riunione tesissima, a tratti drammatica, ieri pomeriggio, martedi, a Favria.
Intricati i corsi e ricorsi della vicenda. Synago è la cooperativa che garantisce il servizio di assistenza ai circa sessanta anziani ospiti della Casa di riposo. Come è ormai noto, però, le lavoratrici sono da mesi senza percepire un euro e senza contributi.
Al tavolo dei relatori, presso la Casa della Musica, i sindacalisti Dario Battuello, Cinzia Rossato, Luca Cortese, Antonio Serlenga. «La situazione non è sostenibile per chi è costretto a vivere senza più un reddito su cui poter contare - ha esordito Serlenga -. Abbiamo organizzato questa assemblea per cercare di fare il punto della situazione e decidere come agire».
Presenti in sala, ma solo come uditori, anche il sindaco Giorgio Cortese ed il vicesindaco Serafino Ferrino per 'esprimere la loro piena solidarietà". Scarsa, però, a dire il vero, la partecipazione all'iniziativa delle dirette interessate (circa una decina le dipendenti Synago presenti).
Diverse le proposte emerse nel corso della riunione per arrivare ad un soluzione, possibilmente rapida. Ma non su tutte c'è stata perfetta armonia tra gli stessi sindacalisti. Tanto che in sala, ad un certo punto, è cresciuta la tensione delle lavoratrici che, probabilmente, speravano in un'evoluzione meno complessa della loro precaria situazione. Ma nessuna 'magia risolutiva" è venuta fuori dal cappello a cilindro.
«Noi vogliamo sapere cosa intendete fare perché ci sentiamo come delle palline da ping pong, rimbalzate di qua e di là da tutti - ha tuonato una dipendente rivolta ai sindacalisti -. Non ci interessa quali questioni tecniche da risolvere ci siano. Vogliamo essere tutelate e avere il nostro stipendio».
Non molto diverso il tono delle altre voci levatesi dopo, nel resto della sala. Anche perché la maggior parte delle lavoratrici della cooperativa sono donne a monoreddito che hanno bisogno di ricevere quanto gli spetta, senza se e senza ma. Un concetto questo che, loro, le dirette interessate, hanno ribadito a più riprese.
«Non chiuderemo gli occhi su questa vicenda. Dovete poter recuperare dai datori di lavoro quanto non ancora incassato e che da troppo tempo attendete» ha detto Battuello. E la Rossato ha ribadito: «Capiamo che lavorare senza la certezza di ricevere lo stipendio è drammatico. In questa condizione anche qualche giorno in più di attesa è difficile da accettare».
Ma difficile da accettare è anche uno 'stand by" prolungato, cosi che a fine riunione le dipendenti Synago, alcune visibilmente disorientate, ancora si chiedevano come e quando operare scelte dolorose, ma necessarie.

Mariateresa Bellomo