Saldi al mercato, stagione da dimenticare

CUORGNE'. Vendite a picco e nemmeno la campagna saldi estivi, ormai in dirittura d'arrivo, è riuscita a dare l'agognata sterzata ad una situazione economica di stagnazione. E' un autentico grido d'allarme quello che lanciano gli ambulanti.
E lo fanno da uno dei mercati 'storici" dell'Alto Canavese, quello di Cuorgnè. E pensare che da secoli l'appuntamento del giovedi mattina costituisce un luogo di contrattazione ed interscambio commerciale tra i più importanti dell'intero territorio e, nonostante le innegabili difficoltà congiunturali del momento, ogni settimana diventa difficile trovare un posto auto in città.
Questo è dovuto al fatto che un'autentica marea di acquirenti e curiosi si riversa in massa dai centri limitrofi. Per dare un'idea di ciò che rappresenta il mercato, basta farsi un giro, nella stessa giornata, nelle Valli Orco e Soana. Trovare un esercizio commerciale aperto il giovedi, da Ceresole a Ronco, è 'quasi" un'impresa. E alla domanda del perchè questo accada, la risposta è sempre la stessa: 'C'è mercato a Cuorgnè e tutti ci vanno, clienti e operatori. Inutile tenere aperti i negozi".
La città snodo delle valli si raggiunge in auto, ma in tanti privilegiano ancora 'la corriera", come affettuosamente viene chiamato l'autobus della Gtt. «Un bilancio dei saldi? Le vendite registrano il solito andamento degli altri periodi dell'anno - osserva la signora Concetta, che da sedici anni allestisce il proprio banco di abbigliamento donna -. La verità è che la gente ormai compra soltanto se ne ha veramente bisogno».
«Faccio mercati in tutto il Canavese e l'andamento generale mi porta a dire che le cose vanno malissimo e che la stagione è stata tremenda - ammette senza giri di parole Bruna Bertetto, titolare di un banco di calzature ubicato sotto l'allea di corso Dante, una delle 'veterane" del mercato del giovedi, dove è una presenza fissa ormai da oltre trent'anni -. Il vero problema è costituito dal fatto che la gente non ha lavoro».
«Gli affari? Una schifezza e si lavora poco anche con i saldi. Le vendite al mercato di Cuorgnè sono calate e di tanto, ma in linea di massima il lavoro è diminuito un po' su tutte le piazze» rilevano al banco di calzature Grandinetti, altra attività ambulante tra le storiche 'abituèe" del mercato.
«Non c'è nessun movimento, la situazione è orrenda. Appena un mercato su dieci risulta discreto. E, intendiamoci, non è di certo che si navighi nell'oro - confida la signora Maria, da dieci anni titolare di un banco di abbigliamento donna, anche lei figura molto nota al mercato di Cuorgnè, dove già in passato aveva lavorato come commessa di 'Berghino" -. Riusciamo a malapena a coprire le spese che spaziano dal gasolio per i camion all'occupazione della piazza, dal versamento dell'iva ai contributi Inps. Il calo nelle vendite c'è stato dappertutto, forse le cose vanno lievemente meglio nei mercati che si tengono nella vicina Valle d'Aosta».
Tempi duri, dunque, per operatori commerciali quali gli ambulanti, forgiati alle fatiche di essere presenti con le loro bancarelle sulle piazze dei vari mercati sin dalle cinque del mattino, sia d'estate che d'inverno. Un'amara riflessione, ennesima conferma, qualora che ne fosse ancora la necessità, che per il nostro territorio la situazione economica continua a rimanere a tinte fosche e l'uscita dal tunnel della recessione appare ancora lontana.

Chiara Cortese