Pugno duro contro i violenti


MILANO.Il questore di Bergamo l'ha promesso: «Li prenderemo». Si tratta degli ultrà dell'Atalanta (ma ieri sera la questura ha spiegato che nel gruppo c'erano infiltrati ultrà di altre squadre) che mercoledi sera ad Alzano Lombardo hanno tirato bombe carta per contestare il ministro Maroni che stava tenendo un comizio alla Berghem fest, la locale festa della Lega Nord.
Nello spazio dedicato alla festa, fra salamelle e polenta, c'erano quasi 3 mila persone. E Maroni aveva appena cominciato il discorso. Polizia e carabinieri, almeno da 15 minuti, stavano cercando di impedire l'ingresso alla festa ai sostenitori dell'Atalanta che, con il volto coperto, cercavano di entrare per contestare il ministro leghista, 'colpevole" di aver ideato la 'tessera del tifoso". Il problema è nato quando circa 70 ultrà, avendo capito che non era possibile sfondare il cordone di polizia, hanno pensato di aggirare l'ostacolo ed avvicinare il palco di Maroni (con lui anche i ministri Calderoli e Tremonti) seguendo un'altra strada.
Sono stati lanciati fumogeni e grossi petardi. Hanno preso fuoco un'auto dei carabinieri, altre 4 vetture e 6 motociclette. C'è stato un fuggi fuggi generale (molte le famiglie con bambini) e gli ultrà sono scappati. Maroni ha continuato a parlare: «Questi non sono tifosi, i veri tifosi sono altri. Io con i violenti non parlo».
Le indagini per identificare i responsabili, come detto, sono in corso. Resta da capire come sia stato cosi facile, per 70 persone 'armate" di bombe carta, avvicinare il parco del ministro che è a capo della polizia e come la polizia non sia riuscita a bloccare, all'istante, nemmeno un ultrà.
Al ministro, ieri, è arrivata la solidarietà del mondo del calcio. A partire dal presidente della Figc, Abete. «Ci possono essere anche opinioni differenti - dice - e questo è naturale, ma il fatto di utilizzare la violenza fa capire di fronte a chi siamo costretti a operare. Il presidente della Lega calcio, Beretta, parla a nome delle società e conferma: «Siamo d'accordo con la tessera del tifoso perché serve a rendere gli stadi più fruibili a tutti e, in particolare, a strati sempre più vasti di tifosi per bene».
Se da una parte ci sono le istituzioni del calcio, dall'altra ci sono gli ultrà che mai hanno digerito la 'tessera" voluta da Maroni (una riunione fra le varie tifoserie per organizzare una protesta comune contro la 'tessera" si è tenuta a Catania nel luglio scorso).
Contestazioni ci sono state nei mesi scorsi e, senz'altro, ci saranno in queste prime domeniche di campionato. Ieri il pensiero degli ultrà atalantini ('colpevoli" dei fatti alla Berghem fest) è stato affidato ai blog e ai filmati su Youtube. «Lo scontro non nasce dalla delinquenza, ma dalla passione. Ma l'importante è la lealtà, anche con il nemico. E poi a noi ci stanno tutti sul c... Roma, Napoli, Firenze, Brescia». A capo degli ultrà, a Bergamo, c'è Claudio Galimberti, per tutti 'Bocia". E Bocia, che odia la gran parte dei tifosi avversari, è però rispettato dagli ultrà delle altre squadre, se è vero che i nemici del Brescia gli hanno dedicato uno striscione: «Nemico leale, Bocia non mollare».

Gigi Furini