«L'unione tra noi ha fatto la forza»
CANAVESE.Vittoria su tutto il fronte. Parola di Domenico Franchino. Il sindaco di Tavagnasco è stato il primo dei sindaci a firmare l'ordinanza che prevede sanzioni e denunce per prostitute e clienti. Ma sono soprattutto questi ultimi che l'iniziativa tende a punire. A decretare il bilancio più che positivo di questa sorta di guerra ingaggiata contro il fenomeno del 'sesso a pagamento", è stata la condivisione del provvedimento tra i sindaci che amministrano comuni tra loro vicini. Dopo tre soli giorni dall'emanazione dell'ordinanza, nel territorio di Tavagnasco e Quassolo, il fenomeno è stato debellato. «I primi giorni le copie dell'ordinanza affisse nel luoghi dove stazionavano le prostitute venivano regolarmente bruciate - racconta il sindaco di Tavagnasco Domenico Franchino -, ma questo è stato l'unico episodio di protesta. In campo è sceso un imponente spiegamento di forze che ha lavorato per rendere più sicuro il territorio. Grazie alla collaborazione dei carabinieri e della polizia, degli agenti di polizia penitenziaria, dell'Aib, della protezione civile, delle guardie forestali, del Gruppo Guardie Ecologiche e dei miei colleghi sindaci, abbiamo ottenuto un risultato insperato. A tutt'oggi, dopo quasi un anno, l'unica a rimanere delusa è la ragioniera comunale, che non ha incassato nemmeno il corrispettivo di una multa».
In realtà, un tentativo effettuato dalle prostitute di tornare ad esercitare lungo le strade si è verificato dopo quindici giorni dall'adozione dell'ordinanza, ma è stato stroncato dalle attività di controllo delle forze dell'ordine. «La presenza di queste giovani e dei loro clienti costituiva anche un problema anche quanto concerne la pulizia e l'igiene - sostiene Franchino -. Faccio un esempio pratico: qualche tempo dopo mi sono recato in compagnia di una squadra di volontari nei luoghi dove le squillo si intrattenevano con i clienti, e abbiamo raccolto ben 87 quintali di rifiuti di vario genere, preservativi compresi. Ci è costato non poco smaltire tutta questa spazzatura, ma almeno abbiamo ridonato decoro ad alcuni luoghi, in special modo alle aree verdi che erano diventate impraticabili. Il risultato conseguito, rappresenta anche un punto a favore della riaffermazione della legalità».
Elena Parisio, sindaco di Quassolo, è stata la prima amministratrice ad accogliere l'invito del collega di Tavagnasco. «Indubbiamente la collaborazione si è rivelata positiva - sostiene -. Abbiamo elevato alcune contravvenzioni, soprattutto nei confronti di quanti frequentavano queste giovani e abbiamo centrato l'obiettivo. Di certo non abbiamo debellato il fenomeno. Il provvedimento è servito solo a farle spostare in zone meno controllate. Se non sarà varata una legge specifica, la prostituzione potrà essere in qualche modo controllata, ma non eliminata. In ogni caso ciò che abbiamo fatto, è servito almeno a tutelare la pubblica incolumità». Sulla stessa lunghezza d'onda è anche Pietro Bertinetto, primo cittadino di Torre. Le forze dell'ordine, nel corso di questi ultimi mesi, hanno multato tre persone, tutti clienti che cercavano di appartarsi. «E' vero che l'unione fa la forza - ammette -. Siamo riusciti a contrastare, tramite salate sanzioni amministrative, la presenza delle 'passeggiatrici". Rischiare di essere multati, o peggio denunciati, ha scoraggiato molti di coloro che frequentano queste ragazze. In realtà il problema investiva più che altro il comune di Bairo, che confina con il nostro, ma con l'emanazione dell'ordinanza abbiamo fatto in modo che non si trasferissero sul nostro territorio, con le conseguenze che si possono immaginare».
Valerio Grosso, sindaco di Montalenghe, 34 anni, da anni è in prima linea nella lotta alla prostituzione. Insieme ai colleghi di San Giorgio e Foglizzo, non ha avuto esitazioni: «L'ordinanza viene applicata soprattutto nei confronti di chi alimenta questo mercato dei rapporti a pagamento - sostiene -. Se mancano i clienti queste signorine sono costrette ad andare in cerca di altri luoghi in cui esercitare. A onor del vero, già il mio predecessore aveva iniziato ad assumere qualche provvedimento che mirava a contrastare il fenomeno, vietando l'accesso ai sentieri che fiancheggiano le strade provinciali. Oggi chi avvicina una prostituta rischia di pagare 400 euro di multa. Un valido deterrente per dissuadere certe persone a recarsi altrove». Lungo la strada verso Villate e Cuceglio, però, le prostitute continuano a stazionare.
In controtendenza la situazione nel comune di San Martino. Qui si è verificato un leggero miglioramento, come conferma il primo cittadino Domenico Foghino, ma i risultati non si sono rivelati eclatanti: «Estirpare un fenomeno cosi radicato non è cosi facile come sembra. Grazie ai controlli effettuati dai carabinieri, la presenza delle prostitute è sicuramente diminuita, con un conseguente miglioramento della circolazione stradale. Ma un'ordinanza non basta a risolvere una problematica che persiste ormai da decenni e che spesso è controllata da gruppi criminali emergenti».