"Noi e la ricerca" Il centro di Candiolo scrive alla scuola

PAVONE.«A Candiolo è condotta sperimentazione necessaria a rendere il cancro da invincibile a vincibile, ma non è condotta alcuna forma di vivisezione e ogni attività è condotta nel pieno rispetto, in primis, degli animali e ovviamente delle leggi». E' quanto ha dichiarato la direzione generale dell'Istituto circa un chiarimento richiesto dal dirigente scolastico Reginaldo Palermo. Che spiega: «La nostra istituzione scolastica ha aderito, per il secondo anno consecutivo, alla proposta della sezione locale della Fondazione Piemontese per la lotta contro il cancro di distribuire fra le famiglie interessate un sacchetto di 'mele della salute" a fronte di un contributo da devolversi alla Fondazione stessa. Un'iniziativa accolta da studenti e famiglie con una generosità che si è tradotta, in entrambe le raccolte, in somme di denaro non indifferenti». «La nostra direzione didattica - aggiunge Palermo - aveva pubblicizzato l'iniziativa anche attraverso il sito internet e questo deve aver incuriosito alcune associazioni animaliste che, in febbraio, avevano letteralmente sommerso di email la casella di posta elettronica della scuola. Gli animalisti protestavano sottolineando la contraddittorietà educativa dell'iniziativa in quanto, a loro parere, al centro di Candiolo verrebbe praticata la vivisezione animale».
Avendo intenzione di continuare a sostenere le attività di ricerca contro il cancro, Palermo ha dunque chiesto di poter conoscere quali verifiche e controlli venissero effettuati dalla Regione sulle modalità di ricerca al centro di Candiolo, affinchè in futuro si fossero potute evitare sgradevoli polemiche con i cittadini ed eventualmente con le famiglie dei ragazzi. «In particolare - aveva sottolineato Palermo - gradiremmo sapere se effettivamente al centro di Candiolo si faccia ricorso alla vivisezione animale o ad altre pratiche eticamente discutibili».
La risposta è giunta a fine luglio, con l'invio di una nota accurata sulle modalità seguite nel trattamento degli animali nel corso della ricerca sul cancro. La Regione ha infatti trasmesso alla scuola un'ampia e articolata relazione firmata dal direttore scientifico del centro di Candiolo, in cui si chiariscono a fondo le modalità con cui vengono effettuati gli esperimenti, per i quali viene utilizzato esclusivamente il topo comune, condotti secondo i protocolli previsti dalla legge italiana e dalle direttive europee. «L'iter necessario per condurre esperimenti sui topi - spiegano a Candiolo - prevede l'approvazione del progetto dapprima da parte del Comitato etico interno e successivamente dal ministero della Salute. I progetti sono impostati nell'ottica del rispetto della regola della Comunità Europea la quale prevede che il progetto scientifico metta in atto tutto quanto necessario per sostituire la sperimentazione animale con altri approcci che si operi in modo da minimizzare lo stress e la sofferenza degli animali e che si riduca al massimo il numero degli animali. Per quanto riguarda la sostituzione del modello animale con altri approcci, i ricercatori del centro sono molto attenti a questo aspetto e la sperimentazione animale nasce soltanto quando le prove condotte su modelli cellulari abbiano raggiunto una tale solidità che ne permetta il passaggio ai modelli animali». «La ricerca oncologica, tuttavia, non può prescindere dalla sperimentazione animale - aggiunge la nota inviata al dirigente scolastico -. Infatti al momento attuale non vi sono strategie che permettano di prevedere il comportamento nell'uomo di un farmaco o di un processo molecolare studiato in vitro. La ragione è semplice: i sistemi in vitro ovviamente non possono prevedere la complessità di un organismo. I ricercatori del centro di Candiolo sono anche consci dei limiti della sperimentazione animale che non può certamente garantire il successo di un eventuale farmaco nell'uomo. Per questo l'attivazione di un progetto che la prevede è fatto dopo un'attenta valutazione». «Tuttavia - si conclude lo scritto - la storia della medicina e i progressi tangibili ottenuti (basti pensare all'allungamento della vita media) hanno dimostrato la necessità della sperimentazione controllata sui topi. La sperimentazione è fatta nell'ottica di minimizzare la sofferenza degli animali. Ogni attività è condotta sull'animale anestetizzato; gli animali sono osservati giornalmente per cogliere segni di sofferenza quali tremore, agitazione, difficoltà a muoversi e a respirare, lesioni della cute. Gli animali sono stabulati in modo che abbiano spazi per muoversi. La fine degli esperimenti è condotta in modo da evitare ogni percezione dell'evento da parte dell'animale. E' anche data grande attenzione ad utilizzarne un numero minimo». (fr.fa.)