Nelle violenze del 1977 diventò l'odiato "Kossiga"

ROMA.Nominato ministro dell'Interno nel 1976, Cossiga si trova nella tempesta durante il turbolento 1977, l'anno attraversato dai 'movimenti", dagli 'indiani metropolitani". Un'onda di protesta dell'estrema sinistra, che si trovò spesso in contrapposizione al Pci e alla Cgil.
L'11 marzo 1977, nel corso di durissimi scontri tra studenti e forze dell'ordine nella zona universitaria di Bologna, venne ucciso il militante di Lotta continua Pierfrancesco Lorusso. Alle successive proteste degli studenti, Cossiga rispose mandando veicoli trasporto truppa blindati (M113) nella zona universitaria.
Dopo questo duro confronto, la cui tensione sali per la contrapposizione tra il sindaco bolognese del Pci, Renato Zangheri, e i movimenti di protesta, gli incidenti si spostarono soprattutto a Milano e a Roma. Qui si susseguirono cortei e contatti tra studenti e polizia, culminati nell'uccisione della militante di sinistra, con simpatie radicali, Giorgiana Masi. La ragazza venne uccisa sul Ponte Garibaldi da colpi di pistola sparati da agenti. Da allora il nome di Cossiga venne scritto dagli studenti con una kappa iniziale ed usando la doppia esse delle SS naziste.