Brusco risveglio dopo il boom di Elisa
AGLIE'.Se Elisa di Rivombrosa dovesse ritornare in paese a distanza di qualche anno dalla messa in onda della fortunata serie televisiva, forse farebbe fatica a riconoscerlo. Il Comune, 2600 abitanti, è quello di Agliè e sta vivendo una fase di lento e inesorabile declino economico.
Una crisi che viene da lontano, culminata con la chiusura dello stabilimento Olivetti, e di tante, troppe imprese. E dopo il trauma causato dalla recessione, ecco che anche i turisti cominciano a disertare. E dire che nel periodo d'oro di Vittoria Puccini e Alessandro Preziosi a frotte arrivavano nella cittadina ducale. Di questi tempi, l'anno del boom di Elisa, la piazza del castello sembrava persin troppo piccola per accogliere i pullman provenienti da un po' tutte le zone d'Italia.
Oggi il commercio è in crisi, gli esercizi in attività nel volgere di pochi anni da 120 sono passati a 45: scomparse le macellerie, i calzolai, i due negozi di ferramenta, l'elettricista. Gli splendidi portici, all'ombra dei quali amava passeggiare nel secolo scorso il poeta Guido Gozzano, che a Villa Meleto trascorreva il periodo estivo, sono deserti. E non per via delle vacanze.
Manca un vero progetto per rilanciare l'esangue economia locale. E, intanto, i pochi esercenti ancora in attività, scendono sul piede di guerra, lamentano che le poche iniziative organizzate, hanno luogo nel chiuso del castello ducale o al salone polivalente costruito all'altra estremità del paese, a discapito del centro storico.
Josanna Romana, che col marito Carlo Verna, gestisce da 25 anni il ristorante-albergo Sole, non usa mezzi termini nel descrivere la 'disastrosa situazione in cui versa l'economia del paese". Dal 15 luglio scorso guida il Cap, la locale associazione dei commercianti. «Fino a qualche anno fa il turismo rappresentava per noi l'unica ancora di salvezza - spiega -. La fiction su Elisa ha attirato in paese qualche decina di migliaia di turisti, ma ormai l'interesse si è affievolito. E' una vergogna che non si faccia nulla».
«Dobbiamo ringraziare la burocrazia e l'immobilismo istituzionale ad ogni livello - aggiunge il marito -. Perché non è possibile istituire un'iniziativa coordinata tra il Ministero del Turismo e gli enti locali?».
Franco Marchiando, ex consigliere comunale, è l'unico fotografo del paese. Da 25 anni svolge la sua professione nel laboratorio che si affaccia in via Principe Tommaso e conosce bene la situazione che descrive con realismo. «Lo straordinario patrimonio presente nel nostro Comune deve essere assolutamente rivalorizzato non certo attraverso sterili discussioni con la direttrice del castello - sostiene -, ma cercando, a livelli più alti, quelle collaborazioni che possano far crescere in modo significativo le presenze nel nostro paese, come già accade alla Reggia di Venaria o al castello di Racconigi».
«Faccio un esempio pratico - aggiunge il professionista con un passato da conisgliere comunale -: quest'ultimo attrae ogni anno circa 200 mila visitatori contro i circa 20 mila turisti annui che visitano Agliè. Perché?».
La signora Angela, contitolare del panificio pasticceria Bassino, allarga sconsolata le braccia. «Siamo in crisi anche noi. E questo la dice lunga sulle difficoltà in cui i commercianti si dibattono». Claudio De Santis, ha aperto da circa un anno un negozio di abbigliamento. Credeva che il commercio costituisse una vera opportunità di lavoro, ma ha dovuto ricredersi. «Lavoriamo bene il mercoledi, giorno di mercato - testimonia -. Manca la comunicazione, una strategia d'immagine che fornisca alla gente un motivo per frequentare il nostro borgo».
I negozi chiudono i battenti, ma per ironia della sorte, prosperano invece le agenzie di onoranze funebri.