Cinque settimane in ‘Paradiso'

CUORGNE'.Baracche di Ceresole Reale: vecchie fuori e giovani dentro. «E' proprio vero quello che mi ha detto una ragazza quest'anno, alla mia prima esperienza a Ceresole - confida don Stefano Turi, dal settembre scorso alla guida della parrocchia di San Dalmazzo di Cuorgnè -. La gioventù è presente li dove c'è un cuore che desidera e che si stupisce ancora per la realtà che lo circonda e questo cuore i ragazzi imparano a coltivarlo cosi solo se vedono degli adulti pieni di desiderio e di stupore».
Anche quest'anno, in effetti, la parrocchia della cittadina altocanavesana ha riproposto la valida realtà educativa e ricreativa dei campeggi estivi nelle 'mitiche" baracche di borgata Villa, nel centro 'cuore" del Parco nazionale del Gran Paradisoe, dove sono cresciute e si sono forgiate ormai generazioni di cuorgnatesi.
Attraverso l'alacre impegno, sempre generosamente profuso dai vari viceparroci e parroci che si sono succeduti in oltre quarant'anni, ma anche da animatori e cuochi ed uno stuolo di volontari impegnati nelle più svariate mansioni, i ragazzi hanno avuto modo di comprendere che la fede continua ad essere un elemento che rende, in qualche misura, più interessante la vita, compreso lo spensierato periodo delle vacanze.
Ed allora, alle baracche tutto diventa più facile e divertente, anche lavare i piatti, rigovernare le cucine e pulire le camere, lavori che spesso a casa si fanno malvolentieri. E lassù, ci si stupisce ancora di sorprendersi a guardare le bellezze della natura con altri occhi.
«Sono state cinque settimane di grazia - conclude don Stefano -. Dopo questa esperienza ho imparato che la vita di un educatore è una continua sorpresa del bisogno e della necessità della presenza del Signore per poter amare gratuitamente i ragazzi, perché c'è sempre la tentazione di stare con loro per un progetto e non per un amore gratuito».
c.c.