Sei anni fa, a Castellamonte un altro caso di parricidio
CASTELLAMONTE.Domenica 14 dicembre 2004. Castellamonte, via Rivarotta. Sono le otto del mattino. Fausto Riva Succhellino, 37 anni, va a trovare sua madre, da tempo malata e costretta a vivere su una sedia a rotelle. La donna, 69 anni, vive da tempo con un uomo, Aldo Riva Succhellino, 79 anni, padre adottivo di Fausto. Tra i due, i rapporti non sono mai stati dei migliori. Ultimamente, da quando Fausto si è separato, le tensioni sono all'ordine del giorno. Quella mattina la tragedia esplode all'improvviso. L'anziano agricoltore comincia a insultare e picchiare Fausto. Il tutto si svolge nella cucina, davanti agli ochi dell'inferma. Fausto, però, questa volta reagisce. Anni e anni di umiliazioni, sopportate in silenzio, quella mattina riemergono con una violenza inaudita. Fausto comincia a picchiare l'anziano uomo con calci e pugni. Lo colpisce con tutti gli oggetti che trova nella stanza. Tra le mani gli capita anche un coltello.
I fendenti sul corpo della vittima alla fine saranno una decina. Quando sul posto arrivano i carabinieri, le pareti e il soffitto della cucina sono pieni di schizzi di sangue. Fausto Riva Succhellino si consegna ai carabinieri senza opporre resistenza. «Sono stato io - dice al magistrato -. Non sopportavo più quell'uomo e le sue angherie».