«Senza notizie siamo sudditi»

ROMA. «Senza libertà d'informazione non siamo cittadini, ma sudditi». Ha scelto la platea del Premio Tropea il presidente dell'Autorità di garanzia per le comunicazioni, Corrado Calabrò, per attaccare la legge bavaglio sulle intercettazioni.
A Calabrò, che ha ricordato l'importanza del pluralismo e invitato al rispetto dell'articolo 21 della Costituzione, dei principi fondanti dell'Unione Europea e del trattato di Lisbona, ha fatto eco anche il presidente della Federazione italiana degli editori, Carlo Malinconico.
«Bisogna riportare il disegno di legge sulle intercettazioni al rispetto del diritto di cronaca», ha detto il numero uno della Fieg sostenendo che alcune delle modifiche presentate nelle ultime ore da esponenti di maggioranza e di opposizione stanno andando nel senso giusto. «Mi riferisco - ha detto - alla previsione di strumenti di filtro per eliminare all'origine le intercettazioni che attengono a fatti squisitamente privati. E agli emendamenti che limitano le sanzioni per la pubblicazione di intercettazioni non più segrete solo al caso di registrazioni di cui il magistrato ha ordinato la distruzione».
Ma sulla legge bavaglio torna a levarsi anche la voce di Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa. «Le notizie non possono mai essere nascoste, tantomeno negate per legge», ha detto ricordando che «l'informazione è un bene pubblico essenziale». (a.g)