Scandalo rifiuti ed estorsione
CASTELLAMONTE.Un'estorsione portata avanti per settimane ai danni di un ingegnere torinese. Un credito di trentamila euro ceduto dall'ex responsabile della filiera del legno del Consorzio Asa, Bruno Adage, a due suoi amici. Parte da qui lo scandalo rifiuti dell'Alto Canavese che ha portato al collasso un'azienda con centinaia di dipendenti.
Tutto comincia da un imprenditore (consulente Asa) che nella stazione di Monviso denuncia i suoi estorsori. Ascoltando le intercettazioni telefoniche (aprile del 2007) relative a questa inchiesta per estorsione, gli investigatori registrano le conversazioni dei vertici Asa scoprendo cosi innumerevoli irregolarità nello stoccaggio e nello smaltimento dei rifiuti.
Nei giorni scorsi, davanti al gip Alessandro Scialabba, sono arrivate le prime condanne (rito abbreviato) per Biagio Curatolo Soprana, 46 anni, di Cintano, e Carmelo Bombara, di 51, di Castellamonte, quest'ultimo dipendete Asa. Il pm li definisce esecutori di un'estorsione di cui il mandante sarebbe Bruno Adage, rinviato a giudizio nei giorni scorsi. Il processo per lui comincerà a settembre.
Ma andiamo con ordine. L'ingegnere torinese si chiama Gian Franco Fabbri. A più riprese, nel 2006, riceve un prestito di 30 mila euro da Bruno Adage in cambio di ‘pagherò cambiari'. Nel febbraio 2007, il credito però viene girato a Curatolo Soprana e Bombara. Con loro Fabbri concorda un piano di rientro del debito (marzo-giugno 2007) fatto di più rate. La prima da 10 mila euro da pagare a marzo 2007, l'ingegnere la versa in due riprese ad Adage (5000 euro); gli altri 5000 li avrebbe dovuti dare ai due nuovi creditori.
Ma i problemi finanziari di Fabbri incalzano e l'uomo non riesce a far fronte all'intera rata e versa ai due solo 3.700 euro, restando creditore, sulla prima rata, di 1.300 euro. Disperato, l'uomo si rivolge anche ad Emidio Filipponi, direttore dell'Asa, chiedendo di intercedere su Adage e i suoi amici.
Passano pochi giorni e Curatolo Soprana e Bombara pretendo da Fabbri prima 5.000 e poi 6.000 euro. Il tono delle minacce è il seguente: «Tu stai scherzando con il fuoco. Non costringerci ad andare oltre. Non sgarrare perchè questa volta vengo a casa tua, vengo a prenderti, davanti a tua moglie e ai tuoi figli».
E' a questo punto che l'ingegnere torinese chiede aiuto ai carabinieri facendo arrestare Curatolo Soprana (condannato nei giorni scorsi a 1 anno e cinque mesi) e Bombara (due anni e due mesi).
A settembre, difeso dall'avvocato Mauro Anetrini, comparirà davanti al giudice Bruno Adage. L'accusa nei suoi confronti è concorso in estorsione. (vi.io.)