Rientro blindato per la Francia "Commissariata" la Federcalcio
PARIGIMesto rientro a casa per la nazionale francese dopo la figuraccia ai mondiali del Sudafrica. La telecamere appostate sui terrapieni intorno alla pista dell'aeroporto parigino di Le Bourget hanno cercato in ogni modo di rubare qualche immagine, ma senza esito. Si è intravisto solo Franck Ribery, mentre saliva sulla macchina che lo ha portato al suo jet privato, poi più nulla. I giocatori non sono nemmeno passati per il terminal dello scalo, dove li attendevano i tifosi. Sbarcati dall'aereo che li ha riportati in Francia sono saliti di gran fretta su una serie di auto, con cui hanno raggiunto i velivoli privati. Tutti tranne uno: Thierry Henry, il giocatore simbolo nel bene e nel male della disastrosa avventura sudafricana, che era atteso all'Eliseo per un incontro con il capo dello Stato Nicolas Sarkozy. L'attaccante è salito su una monovolume nera della presidenza della Repubblica, scortata da due moto, e ed è entrato da uno degli accessi secondari. Il colloquio con Sarkozy, sul cui contenuto è stato imposto il massimo riserbo, è stato di natura 'privata".
L'imputato numero uno del fallimento è stato però individuato nel presidente della Federcalcio francese Jean-Pierre Escalettes, le cui dimissioni sono chieste a gran voce da stampa, tifosi e commentatori. Un 'addio ineluttabile" secondo il ministro dello Sport Roselyne Bachelot, che ha invitato il numero uno del calcio transalpino a lasciare il posto.