Crisi Asa, la ‘ricetta' di Cavalot

CUORGNE'.Un accordo di programma che coinvolga, oltre ai Comuni, anche Regione e Provincia. E' la soluzione che il sindaco di Cuorgnè, Giancarlo Vacca Cavalot, ritiene essere la più facilmente perseguibile per trovare uno sbocco alla complessa vicenda Asa. Quella appena trascorsa, è stata una settimana 'interlocutoria". Dopo il commissariamento di Asa Servizi, provvedimento che, di fatto, consentirà al commissario Stefano Ambrosini di potersi muovere con la necessaria autonomia anche in quel settore dell'azienda di strada del Ghiaro che si occupa di rifiuti, non sono emerse altre novità di rilievo.
L'altro giovedi, durante l'incontro svoltosi in municipio, a Castellamonte, a margine della manifestazione di protesta che ha portato in piazza lavoratori, sindaci, rappresentanti del mondo sindacale e delle Comunità Montane, esponenti di Provincia e Regione, era stato proprio il primo cittadino cuorgnatese a pronunciare un incisivo intervento formulando proposte precise.
«Il nostro Comune non è socio Asa, in quanto è la Comunità Montana Alto Canavese a ricoprire questo ruolo - afferma Vacca Cavalot -. Tuttavia, credo che l'attuale emergenza non possa esimerci dal dare il nostro contributo, seppur limitato, per la soluzione di tale situazione, anche al fine di andare a garantire, per il futuro, un servizio essenziale qual'è quello della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti».
«Ritengo sia opportuno che le parti interessate prendano in serio esame la costituzione di un nuovo soggetto societario che abbia i requisiti necessari per andare ad operare in questo settore - aggiunge il sindaco di Cuorgnè -, e credo che sia anche possibile la partecipazione, in una quota minoritaria, di un socio privato. Altra alternativa, che a mio avviso potrebbe essere la più snella, è quella di creare un'entità gestionale in base ad un accordo di programma che veda anche partecipi gli enti superiori, Regione e Provincia, in base a competenze specifiche».
Quest'ultima soluzione, permetterebbe di raggiungere l'obiettivo ovviando alle ulteriori spese aggiuntive che, invece, comporterebbe necessariamente la costituzione di una nuova società. «L'importante - conclude Giancarlo Vacca Cavalot - è conoscere le reali volontà al riguardo, al fine di andare a superare una situazione di autentica emergenza». (c.c.)