‘La Fiat utilizzi il contratto'

ROMA.I lavoratori della Fiat di Pomigliano domani sono chiamati a votare si o no al referendum voluto dall'azienda sull'intesa che aumenta produttività e straordinari obbligatori, riduce le pause alla catena di montaggio e abolisce il diritto di sciopero in momenti particolari. In cambio la Fiat porterebbe a Pomigliano dalla Polonia la produzione della Panda, con un investimento di 700 milioni di euro.
Intesa che non porta però la firma della Fiom che a due giorni dalla consultazione dei lavoratori non cambia la sua posizione. «Il referendum è una forzatura, un ricatto, per noi non ha valore», ha ribadito il nuovo leader dei metalmeccanici della Cgil Maurizio Landini. L'esito del referendum è importante anche perchè è in base all'ampiezza del consenso che l'azienda si è riservata la decisione finale sugli investimenti. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi non nasconde la sua preoccupazione per una decisione che a suo avviso non è affatto scontata: «Sono molto preoccupato circa le possibili decisioni di Fiat», ma «il governo farà in modo che il gruppo Fiat aderisca a quella ipotesi di investimento». Per Sacconi «se questa vicenda dovesse concludersi negativamente la responsabilità che si è assunta la Fiom è straordinaria».
Landini della Fiom, in un confronto diretto con Sacconi, spiega: «Se passa l'idea che in Italia per fare gli investimenti si possono cancellare la Costituzione, le leggi e i contratti, si va verso un imbarbarimento della società». E poi aggiunge a chi gli fa notare che la Fiom è rimasta sola: «Non è vero che la Cgil ci ha lasciati soli. Non è corretto dire che la Cgil vuole firmare. Anche la Cgil, come noi, è vincolata da uno Statuto che non può farle accettare restrizioni al diritto di sciopero o sulle malattie». E Landini ha spiegato che la Fiom firma moltissimi accordi al ministero, come Sacconi ben sa, e nessuno viola la Costituzione e il contratto. E ha confermato che la Fiat può ottenere quello che vuole anche rispettando il contratto. Inoltre ha ricordato che l'assenteismo negli ultimi anni è sceso addirittura sotto la media nazionale Fiat. Gli stessi lavoratori, per il turno over sono cambiati. Quanto poi alle assenze nei periodi elettorali, Landini ha ricordato che i permessi per i rappresentanti di lista non dipendono certo dal sindacato.
Intanto a Pomigliano i fautori del si e quelli del no moltiplicano gli sforzi di persuasione sui lavoratori. Domani mattina alle 8 si aprono le urne con 5.200 lavoratori chiamati ad esprimersi. Sostenitori e avversari dell'intesa continuano il volantinaggio, mandano sms, invitano i lavoratori a recarsi in fabbrica per il referendum. Intanto in città non si parla d'altro. Neanche la partita Italia-Nuova Zelanda distrae l'attenzione degli abitanti di Pomigliano d'Arco dalle sorti dello stabilimento Fiat. L'argomento principale nei bar è ancora una volta l'amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne.