Scatta il gioco del ‘chi ha la colpa'
13A«Anche per l'ospedale di Ivrea, come per la maggior parte delle grandi opere, nel corso degli anni, si è parlato molto ma non si è fatto nulla. Questa è la grossa lacuna che evidenziano i politici locali, mai d'accordo e a volte pure campanilisti». E' quando dichiara Diego Borla,uno dei responsabili del Popolo della Libertà sul territorio. E aggiunge: «Certo la nostra città necessita di una nuova e moderna struttura ospedaliera, ma non possiamo pretendere più di tanto, considerato che il buco della sanità piemontese ammonta a 560 milioni di euro e quello dell'Azienda TO/4 a 50 milioni di euro. Per me diversi amministratori, a partire da alcuni sindaci, oggi dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza e recitare il mea culpa, perché mai c'è stato qualcosa di veramente concreto per l'ospedale».
«Se - prosegue - si dovesse davvero accantonare la costruzione del nosocomio dovremo incassare il danno di immagine e soprattutto ci troveremo, in un futuro non lontano, privi di servizi indispensabili per i residenti. Io credo che prima di avanzare idee e proposte bisognerebbe fare quattro conti, proprio per verificare, in modo razionale, la fattibilità delle proposte. Una parte di colpa ce l'ha pure la giunta Bresso che avrebbe dovuto istituire una commissione per l'esame del sito, a Ivrea, scelto dall'assemblea dei sindaci ma non l'ha fatto, facendo perdere cosi tempo prezioso per l'avvio dell'iter progettuale».
Tommaso Gilardini,consigliere del PdL, dichiara: «Non mi risultano decisioni definitive nel merito anche se è evidente che la gestione sanitaria della giunta Bresso sia stata pessima e che il buco di bilancio, con il quale si sta confrontando l'esecutivo Cota, è un fardello pesante sia per la gestione quotidiana che per la programmazione futura. Mi auguro che non sia il nostro territorio a rimetterci e che si passi da una politica degli annunci, fatta in passato, a quella concreta, che guardi in faccia alla realtà e non prende in giro i cittadini su un tema vitale come la sanità. Il Canavese ha veramente bisogno di un piano infrastrutturale sanitario ma credo che l'amministrazione regionale di centrosinistra abbia fatto molta propaganda e pochi fatti concreti».
A Fabrizio Bertot,sindaco di Rivarolo, interessa di più che sul territorio siano presenti Poliambulatori, strutture sanitarie che erogano un gran numero di servizi. «Una persona - precisa - nella vita ricorre poche volte all'ospedale mentre l'uso dei servizi del poliambulatorio è ricorrente ed è per questo che devono essere diffusi e ben funzionanti. Vorrei inoltre che la Regione si attivasse per promuovere progetti di finanza, che coinvolgano operatori privati, non necessariamente della sanità, cui potrebbero essere assegnate in gestione le strutture ospedaliere, per rinnovarle, ampliarle, aggregarle. Del nuovo nosocomio per il Canavese si è parlato forse troppo, ma non si è mai arrivati alla progettualità e pertanto oggi si accantona qualcosa che non ha mai preso forma. La medicina pensata per i prossimi vent'anni, oltre all'avanguardia, dovrà essere distribuita al massimo sul territorio e non concentrata in un unico presidio ospedaliero».
Salvatore Rao,consigliere di sinistra accusa: «Questi sono i primi effetti delle scelte della giunta regionale di centro-destra, che opera tagli in modo indiscriminato, senza compiere una valutazione di merito. Ivrea ha bisogno di un nuovo ospedale: è un'esigenza dell'utenza cui si deve dare risposta». (g.a.)