Mercato del venerdi colorato e vivace ma non una ‘casbah'
IVREA. Il mercato eporediese non sembra essersi trasformato in una casbah e appare molto diverso da quanto afferma il consigliere della Lega Nord, Alessandro Giglio Vigna che, con una mozione, discussa di recente in consiglio comunale, denuncia l'elevata presenza di extracomunitari, i quali irregolarmente occuperebbero spazi per vendere merce 'taroccata". Il mercato del venerdi, il più grande del Piemonte, dopo quello di Porta Palazzo a Torino, è vivace, colorato, un pò caotico, come d'altronde si configura il commercio ambulante, ma tutti occupano gli spazi stabiliti.
Venerdi scorso, alle undici, il luogo è affollato da un gran numero di eporediesi ma soprattutto di persone provenienti dai paesi del circondario. Non c'è ombra di extracomunitario. L'ambulante Anita Cascellaha raccolto una cinquantina di firme di colleghi che si lamentano per la presenza di ambulanti irregolari. Mimmo Morabitospiega che ci sono extracomunitari, i quali occupano degli spazi vuoti e vendono prodotti contraffati. «Tutti dobbiamo lavorare - sostiene - ma ritengo ingiusto che io debba pagare circa mille euro l'anno di tasse, mentre gli irregolari non versano niente e per di più propongono oggetti non di marca. Fino a quando la crisi non ci toccava chiudevamo un occhio ma oggi dobbiamo stare molto attenti alla concorrenza sleale».
Concordano Maurizio Genovesioe la mamma Elsa Remoli.«Ritengo che i vigili urbani debbano effettuare più controlli, per garantire tutti. Gli irregolari arrivano verso le ore 14, quando alcuni ambulanti se ne vanno lasciando spazio libero. Loro si piazzano in tale posto e cercano di vendere». Alle 14 effettivamente arrivano tre extracomunitari che occupano un posto rimasto libero e piazzano a terra la loro merce costituita da calze, occhiali, borse e altri accessori, tutti di marca. Sono Maustafà, Alie Mabandi origine senegalese, residenti a Torino. «Vendiamo la merce che acquistiamo, come fanno tutti gli altri ambulanti - spiegano -. Dobbiamo lavorare per pagarci il pane che mangiamo, l'affitto e tutto ciò che necessita per vivere. Noi non intendiamo togliere niente a nessuno. Aspettiamo che qualcuno se ne vada per occupare il posto e cerchiamo di non intralciare il passaggio». Nessuno ha mai chiesto qualcosa a loro, venuti da molto lontano alla ricerca di una vita migliore di quella che oggi può offrire l'Africa, un continente che deve ancora rimarginare le profonde ferite inflitte dal colonialismo degli europei.
L'assessore al commercio, Elisabetta Ballurio,garantisce che si effettueranno controlli nell'area del mercato dove, per lei, il commercio degli oltre 400 ambulanti, rappresenta un fiore all'occhiello per il settore e si augura che l'area possa continuare a mantenere l'attuale attrattiva. Presto partiranno i lavori di sistemazione della parte riservata all'alimentare ed entro l'anno prossimo il mercato di Ivrea verrà dotato di servizi moderni e con una nuova viabilità.(g.a.)