La questione terreni di Multiservices

TORINO.«Un problema che non esiste». Sergio Porcellini, amministratore delegato di Mediapolis, spiega che quello dei terreni di Olivetti Multiservices è un problema che non esiste. Anzi. «Olivetti Multiservices e Telecom (che controlla Olivetti Multiservices, ndr) credono ancora nell'iniziativa», incalza il presidente di Mediapolis, Angelo Fornasari. La questione dei terreni di proprietà di Olivetti Multiservices era stata sollevata già mesi fa, dalle associazioni ambientaliste, consultando documenti pubblici come bilanci depositati alla Cameara di Commercio e visure societarie. In breve. I terreni dove sorgerà Mediapolis, come tutti sanno, sono di Olivetti Multiservices e valgono intorno agli undici milioni di euro. Olivetti Multiservices è socio di Mediapolis (689mila azioni), ma, per una parte (circa 4 milioni di euro) la società ha iscritto, in bilancio, un finanziamento a debito. Nel corso dell'esercizio 2008, come si può leggere anche in bilancio, è stata rinegoziata la scadenza originaria posticipandola a fine 2009. E adesso? «Io stesso - ha spiegato Alfredo Villa, amministratore delegato di Brainspark - nel mese di novembre sono stato a Roma, da Telecom. E ho proposto a Telecom un'offerta molto generosa per rilevare il debito e risolvere la questione». Insomma, se Olivetti Multiservices non avesse più creduto al progetto (e al tempo stesso voleva rientrare del debito e disfarsi dei terreni) avrebbe potuto accogliere l'offerta generosa di Villa che, in conferenza stampa, non ha detto cifre. Invece Telecom ha declinato. Sergio Porcellini aggiunge, quindi, che il debito sarà rinegoziato.
Per i vertici di Mediapolis, il parco a tema resta un affare assoluto. Il presidente Fornasari tiene a sottolineare quanto sia semplice il business plan. Una cosa da ragazzi. Tanti soldi investiti per creare le strutture per poi non avere bisogno di null'altro che delle persone che, almeno una volta l'anno, si mettano in fila e spendano i trentaquattro euro di biglietto per entrare nel tempio del divertimento. Il bacino di utenza è ampio, le cifre sono sempre le stesse: un milione e mezzo di visitatori l'anno. Stime giudicate basse da Villa che osserva come ad Ondaland, dove ci sono solo piscine e giochi d'acqua ed è aperto solo nei tre mesi estivi, ci vadano 400 mila persone l'anno: «L'industria dell'entertainment non conosce crisi, non è ciclica. (ri.co.)