Passano i giorni e al Canavese la situazione è sempre a rischio
SAN GIUSTO C.SE. Sono giorni di attesa febbrile quelli che attraversano i tifosi blugranata di un Canavese che dopo tre campionati consecutivi di Lega Pro (ex C2) rischia seriamente di dire addio al calcio professionistico. E la situazione non accenna a sbloccarsi.
Già nella scorsa estate si sono registrati i primi problemi, circa l'iscrizione al campionato, superati grazie alla passione e alla ferrea volontà del presidente Francesco Ferraris di dare continuità sia al sodalizio che alla sua militanza nel ruolo di massimo dirigente, lunga ormai più di venti anni. Questa volta però il problema pare molto più arduo da risolvere ed ipotizzare uno ‘scivolone' delle casacche blugranata tra i dilettanti non è poi cosi azzardato. Dal campionato Interregionale, vinto trionfalmente con Salvatore Iacolino in panchina, passando per le tre annate vissute senza troppi patemi nella categoria di ingresso del calcio professionistico, per finire coll'approssimarsi all'orizzonte dell'incubo del fallimento (con la fondata certezza di ripartire dalla massima categoria regionale, ovvero l'Eccellenza) il passo è breve.
Il 30 giugno rappresenta la linea di confine che non si può oltrepassare. Entro quella data dovranno essere presentate le liberatorie controfirmate dai calciatori attestanti l'avvenuto pagamento delle spettanze, altrimenti addio iscrizione alla nuova stagione con tutto quello che ne consegue. Francesco Ferraris nel frattempo continua a non darsi per vinto, fiducioso in un esito positivo della vicenda. Instancabile continua a tessere contatti con vari esponenti dell'imprenditoria, non solo piemontese, alla ricerca di quello che potrebbe essere il salvatore della patria. Il presidente non vuole sentir parlare di fallimento e sta tentando con tutte le forze di salvare il'suò Canavese. «Giornalmente ho dei contatti con delle persone che potrebbero darmi una mano - dice Ferraris -, ma fino a ora non c'è stata la tanto attesa fumata bianca. Dal canto mio non ho perso tutte le speranze perché qualcosa si sta muovendo ed il tutto può sbloccarsi da un momento all'altro. Non nascondo che la situazione è piuttosto delicata ma certo non definitivamente compromessa. C'è ancora tempo per salvare baracca e burattini e io non nascondo una certa qual fiducia». Ma intanto i giorni passano e si avvicina sempre di più lo spettro della cancellazione del Canavese dal calcio che conta. (f.q.)