Rai: si a Saviano, Annozero in forse
ROMA.Ci saranno le quattro serate speciali di «Vieni con me» di Roberto Saviano e Fabio Fazio. E ci saranno, almeno sulla carta, Michele Santoro e Serena Dandini. Ma non è detto che torni «Annozero», come promesso da Santoro mercoledi sera che ha salutato il pubblico dicendo: «E' un cavallo che continuerà a correre». Al suo posto, giovedi in prima serata su Raidue, potrebbe andare in onda X-factor. Non è chiaro quante serate avrà la Dandini. Il Cda della Rai ha approvato ieri i palinsesti dell'autunno, ma non ha sciolto nessun rebus.
Tanto che i due consiglieri di opposizione, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Stratten hanno votato contro. Il tutto accade nel giorno in cui il consiglio dei ministri taglia con un emendamento a firma Roberto Calderoli e Umberto Bossi, gli stipendi di dirigenti Rai e collaboratori esterni. Immediata la reazione dell'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. «E' un tenativo di vendetta contro chi ha la schiena dritta, ma è palesemente incostituzionale e questo è un lavoro da legali», attacca Carlo Verna, il segretario.
Ma torniamo ai palinsesti. Per Santoro si parla genericamente di una «serata informativa», quanto alla Dandini le serate previste saranno quattro, ma sono rubricate come Dandini/150 anni.
Il sospetto è che Mauro Masi, direttore generale della Rai, abbia solo preso tempo. Nella speranza di riuscire a far valere con Santoro il preaccordo con la Rai, già approvato dal Cda, che prevedeva la chiusura di «Annozero» e l'addio del conduttore alla Rai con una mega buonuscita e un contratto per produrre docu-fiction per Raitre. «Sui palinsesti Rai si stanno realizzando strane manovre: sappiano i manovratori che l'Usigrai non cadrà nella trappola», avverte Verna. «Siamo stati costretti a votare contro perché non è stata riconfermata la ripresa di Annozero», spiegano Rizzo Nervo e Van Stratten. Ma Paolo Garimberti non ci sta. Il presidente che sul caso Santoro aveva detto «ci metto la faccia», dice di aver approvato i palinsesti perché è stato inserito il programma informativo di Santoro, «non presente nella prima stesura presentata al Cda». Intanto, il governo mette a dieta la Rai. I dirigenti che guadagnano sopra 90mila euro l'anno dovranno rinunciare al 5 per cento dello stipendio, quelli che sono sopra 150mila al 10 per cento. Lo prevede l'emendamento Bossi-Calderoli. A decorrere dal 1 gennaio del 2011 sarà ridotta del 20% la spesa per il personale non dipendente Rai, star e contrattisti, rispetto all'ammontare medio fino al 2009.
Boccia l'emendamento il Cda Rai: è una norma grave che va contro le regole del mercato e limita la competitività dell'azienda. «Si rivelerà un ottimo affare per Mediaset, decurtare i compensi in un mercato duopolistico», attacca Paolo Gentiloni, Pd.