Azzurri, partenza senza tifosi


VIZZOLA TICINO (Va). A Villa Malpensa, l'hotel scelto per il raduno azzurro prima di volare a Johannesburg, non sembra nemmeno d'assistere alla prepartenza della nazionale campione del mondo.
Profilo basso e una bella manciata di scaramanzia, che non guasta mai. Le ultime battute degli azzurri, che da oggi saranno in Sufadrica per difendere il titolo conquistato nel 2006, hanno questi ingredienti.
Il contorno, d'altronde, è in sintonia: appena una trentina i tifosi, accorsi più che altro dalle vicinanze, per dare un in bocca al lupo alla nazionale di Lippi. Una bandiera della Samp (foto ricordo con Pazzini), una maglietta dell'Italia, un pallone mondiale usato per raccogliere gli autografi, telefonini e qualche macchina fotografica. Il drappello più nutrito - si fa per dire - è quello dei napoletani, venuti a vedere Quagliarella, De Sanctise Maggio, ma anche il capitano Fabio Cannavaroche si presta e un paio di foto per poi imboccare un'entrata secondaria, schivando il cordone di giornalisti. Come fanno anche il Ct Marcello Lippi, Gilardino, Chiellini, Iaquintae Gattuso.
Parlano più volentieri soprattutto i nuovi del gruppo azzurro. Come Angelo Palombo: «Io al posto di Pirlo? Spero che Andrea rientri, è un giocatore straordinario. Avversarie da battere? Le solite, dal Brasile, all'Argentina, all'Inghilterra, alla Spagna». La gioia di Christian Maggioè quella di chi gli altri Mondiali li aveva visti in tv: «Abbiamo fatto un po' di fatica all'inizio, ma ora siamo molto carichi e l'importante sarà partire bene. Cosa manca a questo gruppo? Niente».
Ma anche un veterano come Zambrottanon si sottrae a microfoni e taccuini: «Non siamo mai partiti con il favore del pronostico e spero che questo si riveli ancora una volta una fattore positivo. Siamo i campioni in carica, proveremo a ripeterci. Questo è un bellissimo gruppo, con il giusto mix tra giovani ed esperti».
Poco prima era giunto un altro dei volti nuovi della nazionale, Marchisio, occhiali da sole e borsa firmata: «Sono emozionato, non vedo l'ora». Inutile provare a chiedergli del caso che ha tenuto banco in questi giorni, con la presunta aggiunta di «Roma ladrona» all'inno di Mameli: «Di questa storia non voglio più parlare - taglia corto lo juventino - le polemiche le fate voi giornalisti, io sono concentrato sui Mondiali».
Poco dopo passa Daniele De Rossie sarebbe interessante conoscere il suo parere. Ma anche il romanista, che sfoggia il suo luccicante e variopinto tatuaggio al braccio sinistro, dribbla i giornalisti e si infila in hotel.

dall'inviato Luca Simeone