Colpo fotocopia a gennaio
IVREA. Uno studio approfondito su tutte le rapine avvenute nella zona. Per capire se ci siano elementi comuni, capaci di dare un nome e un volto agli assassini di Matilde Ruggiero. Gli inquirenti stanno in queste ore rielaborando i dati che emergono dalle denunce.
E, tra queste, c'è la rapina in casa avvenuta ai danni di un'anziana di 93 anni. Il colpo sembra una fotocopia di quello dell'altro giorno. Era il 14 gennaio scorso. La donna, residente in una casa popolare, era stata fatta sdraiare a terra e legata mani e piedi con dei collant. Con il volto coperto da una calzamaglia, avevano sorpreso l'anziana intorno alle 18,30. Entrare in casa era stato un gioco da ragazzi. La porta dell'appartamento era aperta perchè l'anziana ha ottimi rapporti con i vicini di casa e si sente più sicura qualora dovesse avere bisogno di aiuto. Un particolare, questo, che fa riflettere. I rapinatori - erano due - per arrivare all'appartamento avevano dovuto entrare prima nell'androne. E, di certo, sapevano che proprio in quell'alloggio viveva un'anziana. Un colpo facile, facilissimo. Un gioco da ragazzi.
La donna era stata sorpresa alle spalle, minacciata, fatta sdraiare a terra e legata. Poi, in pochi minuti, i due erano andati diritti in camera da letto, per uscire con duemila euro in contanti e quattromila euro in monili d'oro. Dell'anziana non si erano preoccupati. L'avevano lasciata li, sul freddo del pavimento. I suoi lamenti erano stati poi sentiti dai vicini, che quotidianamente passano da lei per accertarsi se abbia bisogno di qualcosa. L'anziana era stata medicata in ospedale e poi riaccompagnata a casa. La polizia aveva sentito i vicini di casa e la scientifica aveva cercato impronte nell'appartamento. Probabilmente, però, i rapinatori indossavano un paio di guanti. (ri.co.)