Il Dna conferma l'identità di Lanzarone

IVREA. A sei mesi dal ritrovamento del corpo c'è la conferma. Quei resti, coperti dal fango e notati da un contadino il 28 novembre scorso a Borgomasino, sulle rive della Dora, appartengono a Ezio Lanzarone, 51 anni, scomparso da luglio.
Il responso è arrivato dopo l'analisi compiuta dai carabinieri del Ris di Parma. I militari hanno comparato il Dna estratto dai resti del corpo ritrovato lungo le rive della Dora con quello del fratello Sergio Lanzarone. Che ora vuole sapere esattamente cosa sia successo, come Ezio Lanzaronesi sia allontanato dalla casa di cura di Moncrivello dove era ricoverato per problemi psichici e come sia finito sulle rive della Dora, dopo aver percorso una manciata di chilometri, come è perchè sia morto. «Mio fratello - dice - era in grado di percorrere a piedi grandi distanze, ma non si allontanava mai dalla sede stradale. Cercava di entrare nei bar per bere un caffè». Ezio Lanzarone era scomparso da Moncrivello il 21 luglio scorso. Quattro mesi dopo, il 28 novembre, i suoi resti erano stati ritrovati a Borgomasino, cinque chilometri circa in linea d'aria dalla casa di cura. Ad accorgersi di quei resti coperti di fango sulle rive della Dora era stato un contadino, che aveva chiamato i carabinieri.
Molti fine settimana, Sergio Lanzarone, che risiede vicino a Milano, li ha trascorsi con amici e volontari dell'associazione Penelope, che si occupa del sostegno e l'aiuto ai familiari delle persone scomparse. Insieme avevano girato in lungo e in largo molti paesi del Canavese, appendendo volantini e verificando tutte le segnalazioni che erano arrivate ai media e alle forze dell'ordine. (ri.co.)