Area ex Montefibre, verifiche Ici
IVREA.Si annunciano tempi lunghi per la verifica tecnica e giuridica del calcolo della base imponibile Ici per l'area a sud dell'ex Montefibre, concessa in convenzione dal Comune alla società Parco Dora Baltea. La richiesta era stata effettuata, durante l'ultimo consiglio comunale, dall'esponente dell'Italia dei Valori, Enzio Pagani, attraverso una mozione (approvata con la sola astensione del consigliere di Rifondazione, Salvatore Rao).
La questione, di per sè molto complessa, non ha riscontri certi nella giurisprudenza che, in casi simili, si è espressa in maniera poco chiara.
Ma facciamo un passo indietro, indispensabile per cercare di capire la questione. La bonifica dell'ex area Montefibre, divenuta oggi il quartiere Dora Baltea, era contenuta nel piano particolareggiato, un'iniziativa pubblica realizzata dai privati, con una capacità edificatoria di circa 140 mila metri quadrati. Il sopraggiunto Piano regolatore del Comune di Ivrea, approvato successivamente, prevedeva in linea generale un contenimento dello sfruttamento del suolo, stabilendo per l'area ex Montefibre una capacità edificatoria di 95 mila metri quadrati.
Ed è in questo contesto che era nata la convenzione tra Comune e i privati. Ossia, la possibilità di edificare trasferita su terreni più a sud dell'ex Montefibre, di proprietà comunale, all'interno di un ambito di trasformazione. Capacità edificatoria calcolata in circa 200 nuovi alloggi (20mila metri quadrati).
La richiesta di Pagani è semplice e parte dallo strumento che il Comune di Ivrea si è dotato (dicembre 2009) per determinare il valore di mercato delle aree edificabili. «L'area Montefibre esprime una capacità edificatoria aggiunta - spiega Enzio Pagani-. Questo non è mai stato tenuto nel giusto computo, determinando una sottostima del suo onere contributivo. Risulterebbe evidente che alcune pregresse interpretazioni abbiano determinato un chiaro vantaggio per il privato gestore dell'area Montefibre, e di fatto provocato un minor introito comunale stimabile in circa 150.000 euro per il passato e in circa 50.000 euro per ogni anno futuro».
«Qualcuno si è preso il tempo per metabolizzare la propria responsabilità diversificandola dalla interpretazione assunta negli anni precedenti, dal 2004 a oggi - aggiunge l'esponenete dell'Italia dei Valori -. Questo ‘ruminare' non mi appartiene, ma lo comprendo: è inevitabile comunque che l'applicazione dell'equità prevalga, e confido in questo senso nella linea assunta da questa amministrazione, anche per evitare - a mio parere - che si aggiungano ulteriori danni erariali».
Gli uffici comunali, proprio in questi giorni, stanno effettuando le dovute verifiche.
«Il punto - spiegano gli assessori Giovanna Codato(Urbanistica) e Enrico Capirone(Bilancio) è capire se quesi diritti di edificabilità, che restano potenziali, vanno o meno tassati ai fini dell'Ici. Stiamo parlando di una capacità edificatoria di 20 mila metri quadrati che si concretizzerà solo all'interno di un ambito di trasformazione e con l'accordo di tutti i proprietari dei terreni interessati». «Le sentenze sul tema sono contrastanti - conlude l'assessore Capirone - e la verifica tributaria da parte degli uffici è ancora in corso».