Senza Titolo
Biblioteca? Nulla
di nuovo sotto il sole
Correva l'anno 1963. Il Collegio Europa moriva già prima di nascere. Il Comune di Ivrea, la Olivetti, la Provincia di Torino l'acquistarono per 800 milioni e lo trasformarono nell'attuale sede dell'Istituto Tecnico Camillo Olivetti. Bello a vedersi, ma non è stato progettato per la sua attuale destinazione, e i problemi strutturali c'erano e credo ci siano ancora. Spese folli per riscaldarlo, grazie alle sue enormi superfici vetrate. Le stesse che, per l'effetto serra, surriscaldano gli ambienti già in questa stagione. Differenze di temperatura anche di 3 gradi fra un'aula e l'altra. Scale in acciaio eccessivamente elastiche e inadatte al passaggio di fiumane di giovani studenti, ansiosi di lasciare le amate aule. Ottocento milioni erano più che sufficienti per costruire una scuola nuova.
1965. Il vecchio ristorante Milano era giunto al capolinea. I fratelli Perona, artigiani edili, si accanivano contro la vecchia struttura manovrando una gigantesca boccia in ghisa di circa mille chilogrammi. La facevano oscillare come un pendolo, e a ogni colpo una fetta della vecchia struttura andava in pezzi. Giovanissimo ingegnere inzuppato di teoria e privo di esperienza, osservai che forse non era il caso di demolire il tutto, le pareti esterne, i muri maestri erano ancora in buono stato, non si potevano utilizzare? Gentilissimo, il capomastro osservò che si sarebbe speso molto di più ottenendo molto meno.
1971. I Comuni di Cascinette, Chiaverano, Burolo, Bollengo costituirono un consorzio per la costruzione e la gestione di una scuola media. Fu proposto l'acquisto di un castello vecchio di svariati secoli. Fatti i dovuti conti, l'idea fu abbandonata.
Leggo sulla Sentinella del 13 maggio scorso:'Per la biblioteca potrebbe invece essere utilizzata la manica verso via San Martino e tutto l'edificio del Cena, giudicato staticamente sano". Nulla di nuovo sotto il sole.
Ing. Luigi dell'Oglio
Ebensee, le sbarre
della memoria
Ebensee, cittadina dell'Alta Austria, è stata sede di un campo di concentramento dal 1943 al 1945, dipendente dal più tristemente noto Campo di Mauthausen. Grazie al viaggio organizzato dal Comune di Ivrea con la collaborazione della Biblioteca e dell'UNI3, è stato possibile a un gruppo di eporediesi visitare l'unica galleria accessibile fra quelle fatte scavare ai deportati nel cuore della montagna, destinate alla fabbricazione delle bombe V2.
Ci ha guidati nel budello un testimone oculare di quegli anni bui, Italo Tibaldi, internato prima a Mauthausen e poi ad Ebensee; eravamo in cinquanta a fare crocchio intorno a questo eccezionale guardiano della memoria che, nonostante l'età avanzata, ci ha raccontato con voce ferma la sua esperienza di deportato. Il vocio dei numerosi gruppi presenti, amplificato dalle tetre volte di cemento, ci impediva di seguire il racconto, ma ci è bastato afferrare una parola, un'espressione del viso, il roteare dello sguardo che metteva a fuoco ricordi lontani per vivere nei nostri cuori tutto l'orrore dell'annientamento dell'uomo nel corpo e nello spirito da parte di altri uomini. Il nostro crocchio ha avanzato sino al fondo della galleria che, nella parte terminale, risulta chiusa da un muro di mattoni con al centro una finestra munita di sbarre: al di là una tenue luce rossastra illumina la nuda roccia per poi perdersi nel buio del fondo, quasi come un «black hole» avido distruttore di energia e di ricordi. Ci siamo affacciati a quelle sbarre cercando di spingere lo sguardo sino alla fine del budello ed abbiamo avuto la sensazione di scrutare la nostra anima per andare alla radice del male che è in ciascuno di noi, quel male cosi banale che ha bisogno della vigile memoria per essere sconfitto. Un grazie a Italo che ci ha passato il testimone di guardiani di questa memoria, affinché, tornando alle nostre case, possiamo mettere in guardia i nostri cari e noi stessi dalla banalità del male.
Franco Pratola
Red e Cud
e alberi felici
Visto che la presentazione della dichiarazione dei redditi, pure se espletata con garbo e profesionalità dai vari CAF, è pur sempre per i pensionati Inps motivo di disagio, perchè non esentarli da tale obbligo qual'ora non vi sia rispetto all'ultima dichiarazione alcuna variazione sul reddito, nè richieste di detrazioni per spese mediche? Se l'esenzione venisse accolta, oltre a snellire le procedure e risparmiare danaro, faremmo anche felici un considerevole numero di alberi.