La Soprintendenza ‘indaga' sulla fonte di acqua pubblica
PALAZZO. E' stata appena inaugurata e fa già discutere. Secondo il gruppo di minoranza 'Idea nuova", l'impianto per l'erogazione dell'acqua proveniente dall'acquedotto comunale, è stato realizzato dalla giunta del sindaco Amanda Prelle senza il parere della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici. «Trattandosi di una costruzione edificata nel centro storico - sostengono - la Soprintendenza avrebbe anche potuto esprimere un parere negativo».
Eppure, come sostengono alcuni residenti della zona, la costruzione quasi si confonde con il contesto architettonico e con il paesaggio in cui si inserisce: si affaccia sulla piazza della chiesa parrocchiale, intitolata a San Genesio, tra l'edificio di culto e la torre campanaria, ma l'impatto visivo della costruzione è davvero minimo. Si tratta, in pratica, di un piccolo manufatto coperto da una tettoia con tegole, sorretta da due pilastri in inmuratura. Sotto la tettoia compare la scritta in latino Palatium aqva e ci sono i due spillatori d'acqua mineralizzata.
Chi ha ragione? Il sindaco, oppure il gruppo di minoranza 'Idea nuova", che ha sollevato la questione nel corso dell'ultima seduta di consiglio? Nel mezzo, luogo dove di solito si colloca la verità, c'è il commento della direzione regionale per i Beni culturali del Piemonte che, da Palazzo Chiablese, rende noto l'avvio da parte del Comune di Palazzo dell'iter necessario per l'adeguamento alle regole ed ai vincoli imposti per legge dalle Soprintendenze.
«La piazza in cui è stato collocato l'impianto - -si limita dire l'architetto Giuse Scalva- è sottoposta a tutela in primis per la presenza di una chiesa». Dal canto suo, Amanda Prelleaffronta la questione con una disamina approfondita. Questione che dice di aver chiarito per prima in consiglio senza attendere l'input dall'opposizione. «La minoranza - attacca Prelle - ha ragione solo quando dice di non aver potuto visionare il progetto, prima dell'inizio dei lavori, ma si è trattato di una questione di tempi. Non era nostra intenzione tenere la minoranza all'oscuro. L'impianto di distribuzione dell'acqua è stato fortemente voluto dalla nostra amministrazione, al fine di dare un segnale educativo dell'utilizzo corretto della risorsa idrica. La riduzione dei rifiuti plastici, la valorizzazione del bene acqua pubblica, nonché il risparmio economico per i cittadini sono gli obiettivi concreti che il nostro progetto pone come finalità prioritarie. Unica nota negativa - sottolinea Prelle - è stata una segnalazione anonima alla Soprintendenza da parte di un cittadino che, verosimilmente, non gradirebbe molto l'iniziativa come invece ha dimostrato il resto della cittadinanza. La Soprintendenza ha quindi dovuto intervenire con una richiesta di chiarimento in merito. L'articolo 10 del Decreto legislativo 42/04 prevede infatti che le pubbliche piazze, vie, strade ed altri spazi urbani di interesse artistico o storico sono da considerarsi beni culturali, quando sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale. Occorre precisare, ora, che non vi è mai stata alcuna dichiarazione di interesse culturale nei confronti della piazza dove è sorta la casetta che ospita l'impianto e il Piano regolatore individua tale area 'per servizi ed attrezzature di interesse comune". Tanto è vero che parlando con i funzionari della Soprintendenza si è subito chiarita la modalità procedurale da intraprendere. Esaminata la documentazione la Soprintendenza ci invierà il parere ufficiale in merito all'opera, che non dovrebbe essere negativo. Il Comune - chiosa Prelle - risulta inadempiente solo per quanto riguarda la mancata richiesta di un parere».