Il chirurgo Salizzoni spiega agli studenti i rischi del doping

IVREA.Mentre presso l'istuto 'Cena" si discorreva su etica d'impresa, contemporaneamente presso il liceo 'Gramsci", Mauro Salizzoni parlava ai ragazzi di un altro argomento di grande attualità e, purtroppo, larga diffusione: il doping. Si tratta di una delle tante tematiche per cui da anni l'iniziativa 'Il testimone ai testimoni", portata avanti da Victor Crottta insieme all'associazione 'Libera", si batte, affinché i giovani prendano consapevolezza dei rischi sul fisico e sulla salute che l'utilizzo di sostanze doppanti per migliorare le performances sportive comporta.
Partendo dalla sua personale esperienza di sportivo, prima ancora che di medico noto a livello nazionale e internazionale per la specializzazione nei trapianti di fegato, il canavesano Salizzoni ha intrattenuto per oltre due ore gli studenti del liceo partendo dalle origini storiche dell'uso di sostanze che miglioravano le prestazioni sportive fino ad arrivare ai giorni nostri.
«E' fondamentale che i giovani, e ancor più i loro genitori si rendano conto che con la salute non si può scherzare - afferma Salizzoni -, le sostanze dopanti non sono caramelle da assumere con leggerezza, ma sono veri e propri farmaci che possono danneggiare gravemente il fisico e, talvolta, condurre addirittura alla morte».
Salizzoni ha sottolineato come il fattore più preoccupante non sia solo la diffusione del doping nel mondo sportivo giovanile, quanto il fatto che, sovente, il tutto avvenga con il benestare dei loro genitori. «Molto spesso sono proprio i genitori che desiderano in assoluto il primato dei figli - specifica il medico - ed è veramente impressionante assistere a ciò che sono disposti a fare gli adulti per consentire che i loro figli emergano sugli altri».
Una cattiva abitudine sempre più diffusa, dovuta troppo spesso all'ignoranza su questa materia. Per questo l'attività del 'Testimone ai testimoni" prosegue anche in questa direzione, per informare su questo tema e divulgare l'importanza del rispetto delle regole, nella vita come nello sport, come è emerso dalle parole di chi, qualche anno fa, ha deciso di concretizzare il suo analogo progetto.
E la pratica sportiva fatta in modo pulito e con i i giusti valori può essere una buona scuola anche in questo campo: «Continueremo a batterci per diffondere i nostri valori di legalità partendo dai giovani - conclude Victor Crotta - perché i giovani non sono solo il nostro futuro, ma il nostro presente».

Désirèe Gabella