«Era una bambina speciale che ci ha insegnato a vivere»

MONTALTO DORA.Jasmine parlava soprattutto attraverso la musica. Era questo il suo modo più diretto di comunicare con gli altri. Con le sue maestre, Franca, Loredana, Giovanna e Silvia, la bimba aveva compiuto grossi passi avanti. Con loro aveva anche costruito giochi e simboli che riproducevano suoni e che stavano aumentando la sua capacità di interagire.
«Era una bambina speciale», raccontano le maestre il giorno dopo la tragedia. E speciale era anche il rapporto che, in maniera spontanea, si era instaurato con i compagni di scuola. «Erano loro i primi a proteggerla, a coccolarla, ad avere per lei mille attenzioni. Le davano baci e carezze, la prendevano per mano per portarla a pranzo o a giocare. E lei aveva imparato a riconoscerli, a rispondere loro con un sorriso. Jasmine ci ha resi tutti migliori. Senza di lei non sarà più lo stesso».
«A scuola - ricordano ancora le maestre insieme alla direttrice didattica, Elsa Rei Rosa - la bimba aveva trovato uno spazio in cui era amata da tutti, docenti, bambini e collaboratori. Era stata accolta con tanta attenzione. E' stata poco tempo con noi, ma con la sua presenza intensa ha arricchito le nostre vite. Da oggi, come abbiamo detto ai bambini, Jasmine non c'è più. Si è trasformata in una stella che brilla nel cielo». (vi.io.)