Borla minaccia di uscire dal Pdl
IVREA.«Se questa è la politica del Pdl, credo che valuterò il fatto di uscire dal partito». Lo sfogo arriva, poco dopo mezzogiorno, sulle pagine del social network Facebook. Le parole, piene di amarezza, non sono di un simpatizzante qualunque, ma di Diego Borla, l'uomo che, di fatto, anche senza avere ufficialmente una carica, è il coordinatore eporediese del Partito delle Libertà.
A Borla, come ad altri esponenti locali, non è andato giù il modo in cui è stata composta la giunta regionale del nuovo presidente leghista Roberto Cota. Claudia Porchietto, con le sue 11.894 preferenze, è stata infatti esclusa dalle poltrone di Palazzo Lascaris. «Eppure - è lo sfogo di Borla su Facebook - è risultata il secondo eletto in assoluto con il maggior numero di voti. E' stata fatta fuori dalle nomine degli assessorati per far posto a persone che non hanno nè le capacità nè i numeri, ma solo appoggi di partito».
Il suo sfogo su Facebook viene accolto e commentato positivamente da diverse persone. Quasi tutte condividono il ragionamento di Borla e parlano di 'mancata meritocrazia" e 'di non rispetto delle indicazioni degli elettori".
Al telefono, Diego Borla non molla la presa, anche se spiega di voler riflettere con calma sul suo futuro politico. «Insomma, potrei continuare ad impegnarmi per la colletività anche senza avere un partito alle spalle. Ma il punto non è questo». Qual è, allora, il punto? «Noi sul territorio ci siamo impegnati per oltre un mese nella campagna elettorale a favore di Claudia Porchietto. Abbiamo girato in lungo e il largo il Canavese, spiegando alla gente che era importante dare la preferenza. Abbiamo ottenuto un ottimo risultato che alla fine vediamo calpestato da logiche di partito che ci sono estranee».
Il ragione di Borla è semplice. «C'è un problema di trasparenza e un deficit di democrazia all'interno dei partiti - rimarca -. La volontà degli elettori non viene sempre rispettata. Il lavoro svolto sul territorio dai militanti, da coloro che fanno politica in maniera disinteressata e gratuita, non sempre viene preso in considerazione. Infine, manca la concezione di meritocrazia. Porchietto ha avuto più voti e a lei spettava un assessorato».
A tutto questo Borla non ci sta. «Attendo di capire per quale ragione Porchietto è stata esclusa - conclude il coordinatore cittadino del Pdl -. Getto questo sasso nello stagno e aspetto di vedere i cerchi nell'acqua dove andranno a battere. Uscire dal Pdl è l'ultima cosa che vorrei. Ma questo modo di fare politica, che non rispetta il territorio e la volontà degli elettori, non mi piace e non mi appartiene».
Le parole di Diego Borla vengono sùbito commentate da Carlo Romito, consigliere comunale del Pdl in consiglio ad Ivrea. «Se si vuol fare politica, bisogna saper dosare le parole e andare cauti quando si esprimono giudizi. Non capisco quale sia la protesta dell'amico Borla. Il presidente Roberto Cota ha individuato, insieme ai partiti, la squadra migliore per realizzare il programma che gli elettori hanno premiato. Claudia Porchietto avrà modo di lavorare e di contribuire alla rinascita del Piemonte, esercitando la sua funzione di consigliere regionale. Davvero, non riesco a vedere dove sia il problema».