Ducati alla prova verità vuole rompere il digiuno con il ritrovato Stoner
Per la Ducati e il suo cavaliere Casey Stoner il 2010 è l'anno della verità. Da Valentino Rossi si può perdere per una, due stagioni, ma non per tre anni di fila se si ha il privilegio di guidare la Desmosedici e la capacità di dominarne la potenza.
Argomento non proprio alla portata di tutti, dato che Capirossi, Melandri e Hayden, alternatisi sulla Rossa di Borgo Panigale per almeno un campionato non sono riusciti ad ottenere con la Ducati gli stessi risultati di Stoner. Da quel Mondiale 2007 dominato all'esordio della nuova cilindrata (800cc), grazie a un'insospettabile aggressività, al binomio Stoner-Ducati ha però sempre più spesso fatto difetto la continuità di rendimento: sporadiche prove di forza, tuttavia insufficienti a permettere all'australiano di reggere il passo di Rossi. Nel 2009 la Ducati è finita addirittura fuori dal podio, complici l'inconsistenza di Hayden e la crisi di Stoner, che in piena estate si è preso un break di alcune gare per risolvere patologie più psicologiche che fisiche. Da quest'anno si cambia: la nuova Desmosedici è dotata di un motore a scoppi irregolari (il cosidetto big bang), con maggiore trazione in uscita di curva e un'erogazione più dolce della potenza, oltre a una ciclistica rivista in particolare per l'ammortizzatore posteriore.
La nuova forcella in carbonio, più sensibile rispetto a quella del 2009, ha permesso di eliminare il chattering in uscita di curva e ridurre quello in frenata, ritenendo di azzerarlo nella prima parte di stagione. I test del Qatar dicono che per la vittoria dovrebbe essere una sfida a due, tra Stoner e Valentino, con tutti i rivali più lenti, in attesa di vedere il miglior Lorenzo riprendersi dall'infortunio alla mano destra.
L'obiettivo della Ducati è quello di risultare più costante del recente passato, dove all'estrema competitività su alcune piste si contrapponeva il fatto che diverse altre non venivano affatto digerite. Durante il precampionato Stoner è parso tuttavia stranamente tranquillo, ben consapevole del proprio potenziale e di quello della moto. Mentre Hayden (terzo nei test in Malesia, quinto in Qatar), in ripresa dall'operazione ai nervi del braccio destro, non vede l'ora che si spenga il primo semaforo.