Nel ‘Lenzuolo di Torino' il simbolo e il messaggio della passione dell'uomo

Segue dalla prima pagina
ca l'autenticità di questo documento spetta alla scienza, non alla fede.
Colpisce tuttavia l'interesse straordinario e crescente, da parte della scienza e della gente, per questa immagine. Diceva bene il Cardinale Ballestrero, all'epoca arcivescovo di Torino, dopo i discussi esami del C14 fatti su alcuni micro campioni della Sindone: si tratta di un'icona che non lascia indifferente nessuno, credenti e non credenti.
Infatti il ‘Lenzuolo di Torino' racconta una passione che è al tempo stesso Passio Cristi e Passio Hominis, come recita il tema scelto per la prossima ostensione: passione di Cristo e passione dell'uomo, o anche, la passione di Cristo è la passione dell'uomo e la passione di ogni uomo è passione di Cristo.
Autentica del tempo di Gesù o nata in tempi successivi, la Sindone ci narra la storia di una passione che impedisce di restare indifferenti di fronte ad ogni dolore.
Più ancora, ci aiuta a comprendere che dolore e morte sono mistero: sono frutto dell'egoismo umano, della cattiveria, senza trascurare il ruolo delle forze misteriose del male, ma possono svelarci un orizzonte nuovo di forza e di solidarietà, se accompagnati dall'amore che la Passio Cristi sprigiona da se stessa. La Sindone ci ricorda che la sofferenza e la morte hanno a che fare con l'amore.
L'immagine della Sindone è molto tenue; per coglierne i particolari servono tutti i sussidi audiovisivi oggi disponibili.
Quell'immagine cosi sfumata però permette in qualche modo all'uomo di specchiarsi e di vedere in essa tutta la sofferenza umana, che nonostante i nostri progressi continua oggi a dilatarsi e a interrogarci pesantemente.

+Arrigo Miglio