L'improvvisa morte di Barisione lascia sgomento tutto l'Eporediese
IVREA. Se n'è andato in silenzio, in punta di piedi, Luigi Barisione, primo sindaco comunista della prima giunta di centro-sinistra di Ivrea, incarico ricoperto dal 29 agosto 1975 al 13 dicembre 1978. Il suo corpo esanime è stato trovato da Maurizio Cieol, sindaco di Banchette.
A Banchette Barisione abitava da anni e aveva ricoperto la carica di assessore per due mandati, fino al 2009. Lunedi pomeriggio lo aspettavano, alle ore 15, presso il seggio elettorale, in qualità di rappresentante di lista per il Partito Democratico. Non vedendolo arrivare, lui cosi rigoroso e puntuale, Cieol si è subito preoccupato e, dopo avergli telefonato senza ottenere risposta, si è recato a casa sua. L'auto di Barisione era parcheggiata in garage, nessuno rispondeva al campanello dell'abitazione e dall'esterno si sentiva il televisore acceso. Cieol ha contattato le Forse dell'Ordine e i Vigili del Fuoco che sono riusciti ad entrare nell'appartamento rompendo il vetro di una finestra. E cosi l'hanno trovato ormai esanime sul sofà del salotto.
E Cieol, emozionato, ci racconta di Luigi: «Lui cosi silenzioso, riservato, incorruttibile. Ho vissuto una vita politica e amministrativa con lui. L'ho sempre stimato perché è stato un politico esemplare. Il suo carattere chiuso non mi ha impedito certo di comunicare e di avere da lui, come assessore, aiuto e sostegno nella direzione del paese. Il Partito Democratico perde un grande uomo che ha creduto nell'arma della politica, nel dibattito fra amministratori, che ha legato strettamente la sua vita al partito, per il quale ha dato tutto se stesso con l'obiettivo di rendere migliore questo mondo, perseguendo l'uguaglianza e la giustizia per tutti i cittadini. E' stato un uomo giusto ed oggi Banchette ma tutto l'Eporediese perde un politico di razza».
Luigi Barisione era originario di Ovada dove nacque nel 1943. I suoi genitori, contadini, credevano nell'istruzione e fecero studiare i tre figli. Come perito, Barisione fu assunto all'Olivetti dove lavorò per molti anni. Negli anni '70 fece parte del Comitato Centrale del Pci, un partito che nel 1975 «ebbe un grande successo a Ivrea - ci disse egli stesso in un'intervista di alcuni anni fa - perché forte era il suo rapporto con i cittadini. Il Pci era stato capace di trovare i giusti collegamenti con la gente e aveva costituito i Comitati di quartiere".
E, mecoledi, a Banchette, commosso e sincero il cordoglio dei tanti che hanno gli occhi lucidi nel salone comunale dove è allestita la camera ardente. La cerimonia di addio all'amico scomparso è semplice e priva di retorica, una semplicità la rende ancora più sentita e partecipata. Il coro Bajolese intona i suoi canti e sullo stemperarsi delle ultime note si procede a una laica liturgia della parola officiata dal sindaco, Cieol, da Gaspare Enrico, coordinatore del circolo PD di Banchette-Pavone.
Significativa la scelta del luogo, la sala consiliare, per l'addio al consigliere, assessore e vicesindaco. «Lo scorso anno - ricorda Cieol- decise di smettere ritenendo fosse giunta l'ora di dedicarsi ad altro e vane furono le mie pressioni e quelle di altri affinchè rimanesse almeno in veste di consigliere. Ritenevamo che la sua intelligenza ed esperienza potessero essere utili al Comune e siamo lieti per avergli manifestato questa nostra profonda stima e considerazione che oggi si riflettono sul ricordo luminoso che lascia di sé».
Si rivolge direttamente all'amico Fiorenzo Grijuela: «Sei stato un esempio di rigore e coerenza. Quel rigore che la parte migliore del Paese chiede alla politica e che tu, nella tua riservatezza, hai sempre dato». E ricorda: «La sua è stata una bella e importante storia di militanza politica. La vecchiaia è anche il tempo dei bilanci, il suo si può riassumere cosi: ha dato impegno civile e non ha mai inteso la rappresentanza democratica come una carriera privilegiata. Per questo oggi lo ringraziamo di cuore. Con lui perdiamo un pezzo della nostra storia, con la consapevolezza, però, di averne trasmesso un pezzo ad altri». (g.a./fr.fa.)