«Che fine han fatto le opere promesse?»

CUORGNE'. Grandi opere rinviate da un anno all'altro o addirittura ‘sparite' dal bilancio, vincolo del patto di stabilità ‘sforato' per 40mila euro che l'amministrazione Vacca Cavalot imputa ai mancati trasferimenti da enti superiori. E cosi la minoranza ha detto un secco ‘no' al bilancio di previsione 2010 del Comune di Cuorgnè.
Il documento finanziario è stato portato all'esame e approvazione del consiglio comunale nella seduta di giovedi. «Ad un anno dalla fine della legislatura, il bilancio che viene presentato prevede solo elementi di ordinaria amministrazione e si denota un grave inadempimento delle promesse fatte ai cittadini», ha affermato Enzo Coello di ‘Cuorgnè Viva'.
«Non sembra un bilancio di fine legislatura, alcuni investimenti sono letteralmente spariti come la valorizzazione ed il recupero funzionale del secondo lotto dell'ex Manifattura, la riqualificazione dell'area Ponte Vecchio, la ricostruzione del ponte sospeso e la realizzazione del parco fluviale - ha aggiunto Francesco Errante di ‘Cuorgnè Cambia' -. Bisogna puntare sulla riqualificazione delle vie Torino ed Ivrea. Mi convince poco anche l'intervento relativo all'edilizia agevolata in località Bandone. Con il mancato rispetto del patto di stabilità avremo ridotti trasferimenti da parte dello Stato. Non è consentita l'assunzione di mutui, di personale e viene imposta la riduzione dei compensi agli amministratori. Sanzioni pesanti di cui, francamente, la città poteva fare a meno».
«Questo bilancio non è all'altezza dei bisogni di Cuorgnè, non è credibile e si basa su di un progetto improvvisato e ripetitivo», ha osservato Roberto Rizzi, esponente dei Comunisti Italiani. «Amministrare non è facile, specialmente in tempi attuali - ha replicato il primo cittadino -. Accettiamo la critica quando viene fatta in modo chiaro, non siamo infallibili sulla gestione della cosa pubblica, possiamo avere avuto pecche, carenze, ma non stiamo certamente qui con le mani in mano...». (c.c.)