Fasti, cresce la preoccupazione
MONTALTO DORA. Preoccupazione dei lavoratori. E prime disponibilità delle istituzioni locali a intervenire a sostegno della Fasti per salvagardare i livelli occupazionali. Entro pochi giorni, infatti, l'azienda di Montalto conoscerà l'esito dell'ultimo ricorso al Tar sulla restituzione dei fondi per i danni dell'alluvione.
La somma da restituire, per la storica azienda leader nella produzione di macchine per la realizzazione di catene per oreficeria, è consistente: circa 650 mila euro.
E se a questo si aggiunge l'intenzione, già annunciata dai vertici della società, di procedere con un corposo ridimensionamento degli organici (circa il 50%), va da se che i settanta lavoratori stanno vivendo giorni di estrema preoccupazione.
Lunedi mattina, Federico Bellono, segretario provinciale Fiom, e Alberto Mancino, segretario Uilm del Canavese, hanno tenuto un'assemblea spiegando ai lavoratori la situazione. «Con l'azienda - sottolinea Mancino - abbiamo un appuntamento fra una decina di giorni, quando la situazione sul fronte della eventuale restituzione dei fondi sarà più chiara. A quel punto avremo un quadro più completo». E Bellono aggiunge: «Il ridimensionamento annunciato in un'azienda che, negli ultimi anni, ha già ridotto in maniera significativa gli organici, preoccupa i lavoratori. C'è il timore di ritrovarsi in un'azienda troppo piccola per un certo tipo di mercato».
Sul fronte delle istituzioni, invece, offre la sua disponibilità il sindaco di Borgofranco, Fausto Francisca: «A me interessa salvaguardare l'occupazione della nostra zona. Sono pronto a sostenere un incontro in Regione o dove si ritenga opportuno per chiarire la questione della restituzione del finanziamento per i danni dell'alluvione». Stessa disponibilità anche da Vilmo Chiarotto, oggi consigliere provinciale, ma nel 2000 sindaco di Montalto: «Ricordo benissimo i danni alla Fasti - sottolinea -. E ricordo bene che i lavoratori non furono messi in cassa integrazione. Sui danni subiti dalla Fasti e sulla correttezza dell'operato di questi imprenditori da sempre presenti sul territorio non ho dubbi».
La questione è delicata. Nei mesi scorsi è stata anche affrontata alla camera dei deputati con un'interpellanza della Lega Nord dove si invitava alla verifica sul recupero della somma erogata a Fasti, definita contra legem e invitando ad un'inchiesta amministrativa qualora si fossero accertate omissioni.
Accadde infatti che nel 1994 Fasti, danneggiata dall'alluvione, rinunciò al contributo pubblico in quanto risarcita dalla propria assicurazione. Sei anni dopo, altri danni, ma la norma non era chiara sul significato di «azienda bialluvionata». Per chiarire il significato di «bi-alluvionati» servirono una sentenza del Tar e una del Consiglio di Stato. E i «bi-alluvionati» non sono coloro che, pur avendo subito danni nel 1994, non hanno avuto soldi.