«Necessario stoppare subito lo scempio del territorio»

IVREA.Domenica 28 e lunedi 29 marzo saremo chiamati alle urne per rinnovare il presidente e il presidente che lo guiderà per cinque anni. La Sentinella ha rivolto ai quattro candidati alcune domande su temi riguardanti il Canavese che, in questi ultimi tempi, sono all'ordine del giorno. Di tre candidati troverete le risposte nelle pagine che seguono. Renzo Rabellino, nonostante le nostre numErose sollecitazioni non ha ritenuto di dover partecipare. Iniziamo da Davide Bonode 'Il Movimento 5 Stelle Piemonte".
Tenendo conto ovviamente delle competenze regionali, quali sono i suoi progetti per il Canavese per combattere la crisi industriale e per sostenere le famiglie dei lavoratori in difficoltà?
In ambito di politica occupazionale il Patto territoriale del Canavese individuava tre punti di forza: Polo pubblico amministrativo di Loranzè, Silfab di Borgofranco, Parco di Albiano. Ma nonostante le forti aspettative indotte da Regione e Provincia, nessuno dei tre progetti decollerà. Per contro ci sono stati interventi a beneficio di chi opera in mercati ormai saturi, come quello dell'edilizia o del grande commercio, con l'unico risultato di aggiungere allo sperpero di risorse lo sperpero di suolo.
Ben altre dovevano essere le direttrici d'intervento: come quelle legate alle energie rinnovabili, al risparmio energetico, al riciclo. Ovvero le medesime che in Germania hanno prodotto negli ultimi anni 750.000 posti di lavoro, agendo oltretutto da volano per l'economia, la ricerca, lo sviluppo tecnologico.
Il discorso del sostegno alle famiglie è ipotizzabile dove non ci sia uno Stato dilapidatore e prossimo alla bancarotta. Si pensi, per fare riferimento agli sperperi di risorse regionali, che i soli costi del progetto di Montenavale (opera che peraltro non ha copertura economica) e di quell'inutile struttura che è il Movicentro di Ivrea costituirebbero l'equivalente di 2000 assegni da 6mila euro ognuno da corrispondere a famiglie in difficoltà.
Da tempo si parla di interventi per dare al Canavese anche una vocazione turistica. Quali sono le sue proposte in questo senso?
Il Canavese presenta molteplici aspetti d'interesse storico e paesaggistico-naturalistico, per quanto compatibili con un turismo di qualità, non di massa. Ma per ottenere risultati occorre intanto stoppare lo scempio del territorio e poi individuare percorsi tematici che, opportunamente divulgati, siano di forte richiamo. Per fare un solo esempio si pensi alla ricchezza e alla suggestione di un itinerario dedicato al romanico nel Canavese.
Occorre poi sfruttare eventi di rilevanza come il Carnevale d'Ivrea, la festa di S. Savino, le ferie medievali di Pavone come veicoli di pubblicità, perché i visitatori siano indotti a tornare in Canavese in altri periodi dell'anno. Sarebbe anche necessario un supporto tecnico-culturale come il Museo del Canavese già ipotizzato una ventina d'anni fa e poi abortito per l'incuria e l'incultura di una classe politica più sensibile al fascino dei parchi di divertimento.
Tra i grandi progetti, da dieci anni si punta su Mediapolis. Oggi le autorizzazioni sono state concesse, ma negli ultimi tempi, da più parti, sono stati avanzati dubbi sulla solidità finanziaria della società proponente. Cosa ne pensa? Non crede ci sia il rischio che si tratti, come già accaduto in passato, di un'operazione speculativa che può stravolgere il territorio senza portare i benefici che ci si aspetta?
Non abbiamo mai dubitato che Mediapolis costituisse una semplice operazione speculativa mirata alla rivalutazione di una vasta area agricola resa inedificabile dalla LR 56. E lo abbiamo insistentemente denunciato. Regione e Provincia hanno recentemente sottoscritto un accordo di programma con la società proponente senza richiedere uno straccio di piano occupazionale: che è cosa abnorme perché la deroga da tutti i forti vincoli che rendevano inedificabile l'area è stata giustificata esclusivamente da finalità occupazionali.
Se l'accordo, che comporta anche cospicui oneri pubblici per la realizzazione delle infrastrutture, avesse contenuto la clausola di un ritorno dei terreni all'originaria destinazione d'uso qualora l'opera non fosse stata condotta a termine, avrebbe perlomeno posto un forte deterrente alla speculazione. Che invece trova oggi la strada spianata proprio da un irresponsabile e demagogico accordo.
In molte parti del mondo, la crisi ha portato a politiche di rilancio dell'agricoltura. In Canavese c'è una grande tradizione agricola e molte porzioni di suolo sono fertili. Quali sono i suoi in merito progetti?
In primo luogo occorre stoppare la disastrosa cementificazione dei terreni agricoli, quasi sempre di classe 1, e la proliferazione di cave. Perché il panorama che offre il Canavese è sotto questo aspetto impressionante. La limitazione di nuovi insediamenti produttivi sarebbe fattibilissima se soltanto si mirasse al recupero dell'esistente (si pensi per esempio alle vaste e sottoutilizzate aree ex Olivetti di Scarmagno, S.Bernardo, S.Lorenzo) mentre per limitare l'attività estrattiva basterebbe utilizzare le nuove tecniche di frantumazione e trasformazione dei rifiuti inerti che consentono di ricavare ottimo materiale per l'edilizia o per i fondi stradali.
Che l'agricoltura canavesana sia poi in forte crisi, nonostante alcune importanti eccezioni (si pensi alla produzione vinicola) lo dimostrano le vaste superfici piantumate a discapito di culture di pregio. Ma è un problema generale e complesso che richiede incentivi economici e anche una diversa concezione sia della filiera distributiva sia dei consumi.
Gran parte del territorio canavesano è montano. Quali sono gli interventi da lei previsti per la salvaguardia ambientale e dei servizi?
Il regolamento forestale recentemente approvato dalla Regione costituisce un grave pericolo per il nostro ambiente collinare per: eccessiva dilatazione dei periodi delle operazioni di utilizzazione; introduzione di criteri di taglio meno selettivi; eliminazione dell'obbligo di salvaguardia di fasce a margine delle aree del taglio a tutela della biodiversità.
Il timore è che questi provvedimenti portino vantaggio soltanto alla nuova lobby delle centrali a biomasse. Trascurando e aggravando il problema della pulizia del sottobosco e delle sponde dei corsi d'acqua, oggi in abbandono con rischi di gravi conseguenze nel caso di incendi e alluvioni.
Le Olimpiadi di Torino hanno dimostrato che i grandi eventi sportivi possono essere un traino significativo per turismo e occupazione. Quali le sue proposte per il Canavese?
Un importante evento sarà rappresentato nel 2011 dalla ricorrenza dell'Unità d'Italia. La terra di di Palma da Cesnola, Botta, Nigra, D'Azeglio, Gotta (il carbonaro, lo storico, il diplomatico, lo statista, il celebratore del Risorgimento) avrebbe buone credenziali per la partecipazione, con positive ricadute sul territorio, ma non risulta che Stato e Regione abbiano concesso spazi di significato al Canavese.
Sanità. In Canavese sono in programma la costruzione del nuovo ospedale di Ivrea e il Poliambulatorio. Quali i tempi previsti per la realizzazione di questi progetti?
Riteniamo che la realizzazione di un nuovo ospedale sia importante ma in aree già compromesse e urbanizzate che a Ivrea e in Canavese non mancano. In secondo luogo deprechiamo la folle contraddizione tra gli ultimi costosi interventi sulla vecchia struttura e il progetto della sua dismissione. Come in troppi altri casi l'unica domanda che ci si può porre è se si tratti di semplice irresponsabilità o di formidabili interessi privati.