Romano e Benedetto XVI un cittadino particolare Omaggi e preghiere
ROMANO.«Sono molto contento di ricevere la cittadinanza onoraria del Comune di Romano Canavese, a cui sono legato da vincoli di affetto. Anzitutto perchè è il luogo che ha dato i natali al mio carissimo Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, che conosco e stimo da anni. Da ora, anche se la mia presenza non potrà essere fisica, mi sentirò in qualche modo parte della gloriosa storia di Romano, anche di fede che inizia dal sangue dei martiri, tra i quali San Solutore e giunge fino ai nostri giorni». Queste le parole di Benedetto XVIal sindaco di Romano Oscarino Ferreroche gli aveva appena consegnato la pergamena manoscritta con la motivazione del conferimento della cittadinanza onoraria.
La breve cerimonia di consegna è avvenuta a Roma nel corso del cordiale incontro privato del Papa con la ristretta delegazione canavesana (con molti amministratori comunali) in seguito alla prima udienza generale dell'anno in piazza San Pietro. Il sindaco ha consegnato al Papa una pergamena manoscritta da Valentina Accattinocon le motivazioni della cittadinanza onoraria e lo ha omaggiato con alcune pubblicazioni. Domenico Foghino, invece, vicepresidente della Comunità collinare, ha donato due quadri della Chiesa di San Martino mentre il vescovo Miglio ha regalato in anteprima al Pontefice il volume con la raccolta fotografica della sua visita di luglio. Il Papa ha omaggiato tutti con un rosario.
La delegazione composta da circa cinquecento persone della diocesi di Ivrea, in piazza col cappellino giallo, era stata salutata dal Papa: «Convenuta qui a Roma - aveva ricordato Benedetto XVI - per ricambiare la visita che ho avuto il piacere di compiere nella vostra terra nello scorso luglio. Vi ringrazio per la calorosa accoglienza che mi avete riservato».
La visita si è conclusa nel pomeriggio, con la messa celebrata dal cardinale Tarcisio Bertone. Il vescovo Arrigo Miglioha ricordato al cardinale i gravi problemi occupazionali del Canavese ed ha consegnato una lettera dei lavoratori nella quale si invoca un intervento del Segretario di Stato. (s.ro.)