Vedere la tv? Impresa titanica

CUORGNE'. Nell'era del digitale e delle tivù satellitari c'è ancora chi non riesce a vedere un telegiornale. Ed i più penalizzati, evidentemente, sono gli anziani che, oltre all'informazione, trovano nei programmi televisivi, specie nella stagione invernale, una compagnia per le lunghe ore trascorse in casa, sovente da soli. E non accade in valli ostili alla ricezione, ma a Cuorgnè.
Situazione paradossale quella che denunciano alcuni residenti di via Camposanto. Non siamo, come detto, in uno sperduto sobborgo di montagna, ma ci troviamo in un quartiere residenziale a due passi dal centro cittadino. Per una decina di famiglie che vivono in questa zona, il passaggio dal sistema analogico al digitale terrestre ha comportato tutta una serie di disagi che sono ancora ben lungi dall'essersi risolti. C'è chi ha optato per l'installazione del decoder, chi ha acquistato un televisore nuovo con decoder già incorporato. Ma il risultato è sempre lo stesso: una schifezza.
«Rai Uno la vediamo offuscata - confidano gli stizziti cuorgnatesi -. Le antenne, anche per via della presenza delle colline, captano i segnali in direzione Milano. Pertanto, il tg regionale che arriva sui nostri schermi sulle frequenze di Rai Tre è quello della Lombardia anziché del Piemonte. Ma questo è il meno. Possiamo seguire bene solo i programmi di alcune emittenti locali». Davvero troppo poco per chi il canone lo paga.
«La Rai è molto sollecita nel far pervenire i bollettini per il rinnovo dell'abbonamento, ma a fronte della quota annuale di 109 euro che sborsiamo regolarmente non corrisponde altrettanta solerzia nell'erogazione del servizio - si sfogano gli utenti -. Ovviamente, nessun gestore è intenzionato ad installare un ripetitore nella nostra zona e non tutte le famiglie possono permettersi, specialmente in questi tempi di crisi, di passare al satellitare che comporta un abonamento ancora più oneroso».
Mettersi in contatto con il numero verde della Rai, poi, risulta praticamente impossibile. Da operatori 'fantasma" risposte non se ne hanno e, specialmente per le persone di una certa età, riuscire a capire dove rivolgersi e a chi per manifestare le proprie, legittime, rimostranze ed ottenere assistenza, diventa un'impresa ardua. «Il canone? Il prossimo anno non lo paghiamo sicuro» è la 'minaccia". A mali estremi...

Chiara Cortese