Giannoccaro ospite d'onore al 50º dell'Aia d'Ivrea
SAN GIUSTO C.SE.L'occasione per festeggiare il cinquantenario di attività della sezione A.I.A. di Ivrea, intitolata a ‘Massimo Olivetti', l'ha fornita la gradita e prestigiosa visita dell'arbitro appartenente alla CAN di A e B Antonio Giannoccaro, direttore di gara ieri in Atalanta-Udinese. E cosi mercoledi scorso all'albergo Santa Fé di San Giusto, i circa 60 arbitri della sezione eporediese, una delle più attive tra le 17 della regione, si sono dati appuntamento per ascoltare le parole di Giannoccaro festeggiando nel contempo i primi 50 anni della sezione oggi presieduta da Roberto Marchiselli, che ha sfornato in mezzo secolo elementi di un certo rilievo come Giancarlo Dal Forno, arbitro di Serie A e poi designatore in Lega Pro e oggi osservatore arbitrale e Commissario Uefa; Felice Viterbo, ex arbitro della CAN C, ex presidente regionale A.I.A. e oggi nel Settore Tecnico Nazionale e Stefano Simondi, ex arbitro della CAN C. Oggi la punta di diamante è rappresentata da Max Sciaccaluga da cinque anni arbitro in Eccellenza. Ospiti della serata il vicepresidente vicario del Comitato Regionale della L.N.D. Christian Mossino, il presidente della Delegazione di Ivrea Roberto Drago, il presidente del Canavese Francesco Ferraris e l'allenatore Dario Dighera. Presenti anche i veterani della sezione eporediese Giancarlo Merlo e Renato Laurent, quest'ultimo con 53 anni di tesseramento. Naturalmente la parte del leone, nella serata condotta dal vice presidente di sezione Dario Balagna e da Gianni Scuto, l'ha fatta Antonio Giannoccaro, letteralmente preso d'assalto con domande e richieste di delucidazioni da parte delle giovani leve eporediesi. Il fischietto leccese ha raccontato in breve la sua storia di arbitro iniziata nel 1990 «dalla lettura all'università di una locandina che invitava ad iscriversi ad un corso arbitrale», proseguita poi con l'aver contratto «il virus dell'arbitraggio che ormai non mi lascerà più» per chiudere con un messaggio finale ai giovani arbitri. «Ogni partita che dirigete deve essere per voi la finale della Coppa del Mondo».
In definitiva una bella serata che i dirigenti dell'A.I.A. eporediese sperano possa servire da traino per i ragazzi impegnati nei campionati dilettantistici. (f.q.)