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SAN GIUSTO C.SE. Sconfitta in trasferta e pareggio in casa. Il trend di questo ultimo periodo non è certo soddisfacente per la truppa blugranata, che non assapora il gusto della vittoria dal lontano 10 gennaio scorso (0-1 a Valenza). Per ora la classifica è ancora buona grazie al (come dice Prina) ‘tesoretto' accumulato nell'andata con un vantaggio sulla zona play-out di ben sei punti.
Basterebbe una vittoria per avvicinare in modo determinante quota 40, indicata come linea di demarcazione tra salvezza e play-out, e scavare un solco profondo con le inseguitrici. Ma mentre i tre punti tardano ad arrivare salgono velocemente al contempo dubbi e perplessità. E' questo, insieme al recupero di gente importante nella zona centrale del terreno come Casisa, Girasole, Koffi e gli stessi Niada e Riggio, il problema a cui Luca Prina dovrà dedicarsi in questa settimana che precede la delicata trasferta a Villacidro.
«La mia squadra, indipendentemente dai risultati conseguiti, sui quali potremmo fare dei discorsi molto lunghi, non deve perdere la propria autostima - dice Luca Prina -, perché possiede qualità tecniche e morali per potersi salvare senza affanni. E' uno degli argomenti che abbiamo affrontato in questi giorni e credo che da questo punto di vista non esistano problemi».
A Villacidro quindi dovremo vedere un Canavese con la testa sgombra, pronto a portare a casa almeno quel punticino che lascerebbe i sardi a sei punti di distanza. Ma quale sarà il Canavese che affronterà i sardi? Domenica scorsa con l'Olbia Prina ha mutato radicalmente il consueto modulo di gioco proponendo una difesa a tre con gli esterni Conrotto e Riggio pronti a ripiegare in fase di non possesso palla. Anche se il mister non lo conferma è assai probabile, visto il miglioramento delle condizioni fisiche di Riggio e il rientro di Casisa dalla squalifica, la riproposizione di questo schieramento che bene ha fatto contro l'Olbia, magari con un centrocampista in più a dispetto di una punta perché la Villacidrese è una squadra dal contropiede temibile. «In più sta attraversando un ottimo periodo di forma - prosegue Prina - ed è molto concreta. In questo senso ha caratteristiche diametralmente opposte rispetto a quelle dell'Olbia. I bianco-azzurri di Mereu amano farsi attaccare per poi ripartire in micidiali contropiede: le insidie sono molteplici, ma i miei ragazzi ne sono consapevoli». (f.q.)