«Consulta Giovanile, ecco che cosa non va»

IVREA. Tommaso Gilardini, e Gianni Nisi, responsabili dei gruppi giovanili del Popolo delle Libertà, affermano di «aver hanno accolto con grande stupore una recente scelta dell'assessore alle Politiche Giovanili, Gianni Cimalando».
La scelta cui i due giovani si riferiscono è quella di illustrare alla cittadinanza, tramite un articolo (apparso sul nostro giornale lo scorso 13 febbraio) il progetto relativo alla creazione della Consulta Giovanile del Territorio.
'Non ci sorprende tanto - affermano Gilardini e Nisi - la decisione di creare il nuovo organismo, da noi sollecitato da diverso tempo, bensi la modalità, la tempistica ed il contenuto del progetto il quale non è stato allargato formalmente a tutti i Comuni del territorio dell'Eporediese. Facciamo notare infatti che, nonostante alcune amministrazioni della prima cintura non siano presenti nel Piano Locale Giovani, ciò non significa escludere e non interpellare Comuni come Cascinette, Burolo, Romano, Chiaverano e altri ancora, alimentando in tal modo il sospetto che non si voglia realmente dotare il territorio di un organo autonomo e propositivo".
Analizzando la composizione proposta e le dichiarazioni che la accompagnano circa la presenza dei giovani amministratori, Gilardini e Nisi si dicono in forte disaccordo con quanto enunciato dall'assessore anche alla luce anche di quanto dichiarato durante l'Assemblea ANCI Giovani, tenutasi recentemente a Grugliasco. 'Proprio in quella sede - dicono i due - si è fatto notare quanto sia importante la presenza e l'impegno dei giovani nelle varie amministrazioni. Viene sconfessata cosi, di fatto, l'idea dell'assessore secondo la quale il coinvolgimento attivo dei giovani amministratori risulterebbe una mera spartizione politica, la quale invece non ha nulla a che vedere con la serietà dei tanti eporediesi e canavesani che con sacrificio, dedizione e buona volontà si dedicano alle amministrazioni dei loro comuni e di riflesso del territorio tutto".
'L'idea - proseguono di due giovani rappresentanti politici - secondo cui il loro impegno e la loro eventuale ideologia siano un limite nei confronti di un possibile incarico, è assolutamente inaccettabile e denota la miopia della giunta di Ivrea. Miopia - dicono ancora - peraltro già manifestata con la negazione dell'istituzione della commissione specifica sulle politiche giovanile ad Ivrea".
'Era questa una proposta condivisa da tutta la minoranza ma inascoltata dal sindaco che ha assegnato l'incarico di assessore alle Politiche Giovanili, non ad un giovane come si auspicherebbe in una città attenta a queste tematiche, bensi al vicesindaco che, seppure professionalmente a contatto con la realtà giovanile, non possiamo certo considerarlo parte di essa.
'La Consulta giovanile, come la vuole Cimalando - dicono ancora Gilardini e Nisi - rischia poi di estromettere dall'organismo quei giovani che hanno finito le superiori e sono all'Università". I due responsabili si chiedono, ad esempio, chi potrà sostenere le istanze dei pendolari universitari. 'Ci risulta assolutamente poco trasparente la modalità di costituzione della Consulta, a partire dall'organo di Fondazione, la cui composizione è oscura. -accusano Gilardini e Nisi- La concretezza e la voglia di fare dei movimenti giovanili che rappresentiamo non ci fa certo fermare ad una presa di posizione di critica non costruttiva".
In tempi brevi dunque i Giovani per la Libertà e Azione Giovani verso la Giovane Italia affermano di aver intenzione di presentare un progetto alternativo 'su cui - dicono - si possa discutere e aprire un confronto, avendo come obiettivo il miglioramento dei servizi offerti ai giovani di tutte le fasce d'età, con particolare attenzione ai giovani lavoratori. Di certo proporremo una forte rivisitazione dei componenti a partire dalla Presidenza. Essendo un organo democratico infatti essa dovrebbe essere sottoposta al voto degli amministratori presenti in Consulta e non preventivamente autoassegnata a Gianni Cimalando".
La Consulta Giovanile, dunque, si annuncia un organismo sul quale, com'è giusto, i giovani di 'ogni colore" intendono dire la loro.