Al posto di Silfab ecco la Pro-Gest: 250 assunzioni

BORGOFRANCO.Dal silicio alla carta. Dopo l'uscita di scena di Silfab, si aprono nuovi interessanti scenari per l'area industriale di Borgofranco. Che dalla filiera del fotovoltaico vira verso un altro settore che promette un potenziale, ugualmente interessante, in termini di sviluppo e occupazione.
A riportare una cauta speranza sui destini dell'area è la Pro-Gest che fa capo all'imprenditore veneto Bruno Zago. Il gruppo, fondato nel 1973 con sede in provincia di Treviso, si occupa dell'intero ciclo produttivo della carta e del packaging e conta all'interno delle sue dodici aziende più di 500 dipendenti.
Un colosso nel comparto, con oltre 700 mila tonnellate di carta prodotte. A contattare la Pro-Gest è stata l'amministrazione comunale di Borgofranco per conto della costituenda associazione di Comuni che gravitano sull'area, formata dai comuni di Tavagnasco, Settimo Vittone, Quassolo e Borgofranco appunto.
«Dopo aver capito che la Silfab non si sarebbe insediata, ci siamo attivati per creare un'alternativa - spiega Fausto Francisca-. E partendo dalle concessioni date alla Silfab, che implicavano la possibilità di costruire una centrale elettrica e una industria strettamente correlate fra loro, abbiamo avviato una serie di contatti. La Pro-Gest è interessata al sito, non chiede alla Regione garanzie di alcun tipo ma solo celerità nelle concessioni».
Regione e Provincia si sono subito mostrate interessate, intervenendo al tavolo tecnico convocato nei giorni scorsi in municipio, a Borgofranco, su iniziativa di Francisca. Vi hanno partecipato anche Confindustria Canavese, il Consorzio Insediamenti Produttivi del Canavese, il presidente di Pro-Gest Bruno Zago e il cavalier Ambrogio Rossini, imprenditore del settore.
E' stata valutata l'opportunità di insediare nell'area intercomunale una attività legata alla produzione di carta e imballi riciclati, con annessa produzione di energia elettrica.
«L'insediamento - recita una nota della Provincia - permetterebbe la riqualificazione e valorizzazione dell'area esistente, nonché la creazione di circa 250 nuovi posti di lavoro diretti e altrettanti legati all'indotto.
Il presidente della Provincia, Antonio Saitta, presente all'incontro con l'assessore alle attività produttive Ida Vana, ha dichiarato la totale disponibilità delle istituzioni «a creare le condizioni tecnico-economiche necessarie all'attuazione del piano, a partire da precisi impegni sulla tempistica relativa all'ottenimento delle autorizzazioni».
A conferma dell'impegno e interesse reciproco, i primi incontri con la Regione Piemonte e la Provincia di Torino avverranno il 12 febbraio. A leggere alcuni titoli di giornali veneti, l'operazione pare essere cosa pressoché fatta. La Tribuna di Treviso titola: ‘Pro-gest assume 250 persone a Ivrea'. Ma in Canavese, dopo l'esito del caso Silfab, il clima è di assoluta cautela.

Amelio Ambrosi