Due centrali a biomassa nelle valli

VALLI ORCO E SOANA. I boschi sono una fonte di energia rinnovabile a lungo trascurata che, invece, può trasformarsi in un fattore di rinascita economica. Ne sono convinti nelle Valli Orco e Soana, dove recentemente è stato costituito un Consorzio forestale.
Proprio qui, saranno costruite due centrali a biomassa. Con finanziamenti statali pari a zero, tagli su tutti i fronti e nello stesso tempo nuovi compiti, le nuove Comunità montane, d'ora in poi, dovranno agire come vere e proprie 'agenzie di sviluppo del territorio". Nuove condizioni che non trovano impreparate le Valli Orco e Soana, dove l'ente montano ha un progetto concreto per incrementare l'economia locale e nello stesso tempo autofinanziarsi partendo dalle risorse del territorio.
Il progetto, già reso noto nei mesi scorsi dal presidente Danilo Crosasso, prevede la realizzazione da parte di una società a capitale misto pubblico-privato di due centrali di cogenerazione, una a Sparone e l'altra a Ronco, per la produzione di energia elettrica e calore, alimentate da biomasse forestali. Le centrali utilizzeranno legname ricavato dai rigogliosi boschi delle valli e parte dei ricavi della vendita dell'energia che produrranno servirà per autofinanziare l'ente, detentore di una quota della società. Nello stesso tempo, sono previste ricadute sul territorio in termini di posti di lavoro, di guadagno per i proprietari dei boschi e di manutenzione dell'ambiente.
Un 'circuito virtuoso" che è già stato innescato con la creazione del Consorzio forestale delle Valli Orco e Soana, costituitosi lo scorso 18 gennaio. Il consorzio, formato dai proprietari dei boschi, ovvero Comuni e privati, avrà lo scopo di realizzare le piste di accesso ai fondi boschivi usufruendo di contributi regionali, di gestire il patrimonio boschivo affidando il taglio degli alberi a imprese agricole e forestali, distribuendo poi il ricavato tra i proprietari.
Un esempio di 'green economy", di sviluppo economico basato sullo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali, quello a cui mira la Comunità montana, che dovrebbe inoltre consentire la manutenzione di una parte del territorio troppo a lungo abbandonata. In Valle Soana, ad esempio, il progetto della centrale si intreccia con quello del risanamento di boschi come quelli di Tiglietto e dell'Andorina, attaccati dal bostrico, il pericoloso parassita che si infila sotto la corteccia dei larici facendoli morire.
Per eliminare il pericolo occorre abbattere e distruggere ogni parte degli alberi malati, compresi rami e corteccia, operazione finora realizzata con alti costi e che in futuro, invece, potrebbe diventare economicamente vantaggiosa. Infatti, le piante abbattute serviranno ad alimentare la centrale a biomassa prevista a Ronco, che produrrà energia elettrica, ma anche calore per il teleriscaldamento.
A costruirla sarà la società 'Energyvos" che la Comunità montana costituirà nei prossimi mesi con un partner privato ancora da individuare.

Ornella De Paoli