Capirone: ‘Punterò tutto sul lavoro'
IVREA.Enrico Capirone, assessore della giunta Della Pepa, è il candidato del Partito Democratico alle regionali previste a marzo. «Il punto fondamentale del mio programma elettorale - afferma - è il lavoro che nella nostra zona, purtroppo, manca e, se non faremo qualcosa di concreto, continuerà a mancare pure in futuro». E Capirone, illustrando i progetti che intende proporre nel caso venisse eletto in consiglio regionale: «Le aziende del nostro territorio - dice - vanno difese e dobbiamo attrarne di nuove, con iniziative imprenditoriali di qualità. Si deve investire sulla ricerca e sull'innovazione nei nostri settori tradizionali: l'informatica, la meccanica le biotecnologie».
«Fondamentali sono pertanto le infrastrutture e, in particolare, va resa efficiente la ferrovia. Io desidero impegnarmi affinché il territorio sia sempre più coeso e capace di superare l'attuale frammentazione amministrativa, che lo penalizza nei confronti delle aree più forti. I Comuni possono rimanere tali, con la loro attuale configurazione, ma le loro funzioni vanno unificate».
Per Capirone, poi, il Canavese deve essere assolutamente ben rappresentato negli Enti superiori, a partire dal consiglio e dalla giunta regionale. Per questa ragione ha accettato di essere candidato. Nel caso fosse eletto egli sarà costretto ad abbandonare, per incompatibilità, l'incarico di assessore nella giunta Della Pepa. In questo caso le sue dimissioni andrebbero ad aggiungersi a quelle di Laura Barberis (dimessasi per correre alle provinciali con la candidata del Popolo delle Libertà) e Alberto Avetta, oggi assessore provinciale alla viabilità.
«Non vedo il mio eventuale abbandono della giunta Della Pepa come qualcosa di dannoso per la stessa - precisa Capirone -. Ormai da circa tre anni il Pd sta costruendo una squadra di amministratori che lavorano insieme, sia che si trovino in Comune che in Provincia e in Regione. Ciò che importa è che chi amministra si prenda davvero a cuore la grave situazione del Canavese, zona che deve alzare la testa ed esprimere non solo desideri e progetti ma cercare di realizzarli. Bisogna puntare su una nuova economia, che privilegi le fonti di energia rinnovabili. Per me e il mio partito è questa la carta vincente. Noi possediamo già dei siti industriali, delle risorse umane e dunque abbiamo le carte in regola per giocare, in futuro, un ruolo da protagonisti». (g.a.)