OliIt e Cms, lavoratori nel limbo

IVREA.Poco meno di cinquanta lavoratori di OliIt, un centinaio di Cms. E' tutto quello che rimane del settore personal computer di Scarmagno. Per i lavoratori OliIt, con il 2009 si è chiuso il periodo degli ammortizzatori sociali e ora comincia quello a reddito zero. Parte dei colleghi di Cms si trova nella stessa situazione. E, il loro, è un grido di dolore. Chiedono di non essere abbandonati, tanto più ora che vedono i loro ex colleghi passati attraverso Compumaint e Omnia oggetto di una trattativa per la ricollocazione. «Ci siamo anche noi», continuano a ripetere. E la Uilm del Canavese chiede alle altre organizzazioni sindacali di promuovere un incontro pubblico per sostenere le ragioni di quei lavoratori vittime di ricollocazione promessa e mai realizzata. «Nei confronti di questi lavoratori - sottolinea Alberto Mancino, segretario Uilm - la politica ha un debito, avendo promesso loro una ricollocazione mai avvenuta nel polo della pubblica amministrazione di Loranzè. Oggi c'è bisogno di riprendere le fila di quella storia anche pubblicamente, per cercare e trovare nuove soluzioni. Perchè quelle persone, ad un'alternativa ci hanno creduto, si sono rese disponibili a percorsi di ricollocazione. Ed oggi non hanno nulla in mano. Molte sono prive di reddito, in una situazione di oggettiva difficoltà. Deluse e provate da anni di fallimenti, lotte, cassa integrazione, mobilità».
Quei lavoratori, lunedi scorso, la Uilm del Canavese li ha incontrati e ha a lungo parlato con loro. «La riunione - sottolinea Mancino - è stata fatta proprio per non dimenticare e sostenere concretamente questi lavoratori. Per questo abbiamo invitato anche la responsabile del Centro per l'Impiego Armanda Romano, che ha spiegato la situazione (nella zona ci sono 3.300 disoccupati, ndr) e quali sono le opportunità per il sostegno al reddito». Il segretario Uilm pensa ad altre ricollocazioni e posti di lavoro: «Si parla di Mediapolis, ma si dica finalmente se questo progetto sarà realizzato e con quali tempi».
Alberto Mancino, però, vuole allargare il discorso alla situazione generale del territorio. Misura le parole: «Leggo e sento di impegni da varie parti - dice - ma se devo essere sincero il tavolo di crisi che è stato convocato in Comune tre mesi fa mi ha deluso». Il motivo è molto semplice: «Da quel tavolo non sono uscite la sinergia e la compattezza del territorio che mi sarei aspettato. L'assessore regionale Andrea Bairati ha spiegato chiaro e tondo che non c'è un 'caso Canavese", ma non è cosi. Torino e l'area metropolitana si stanno attrezzando, il Canavese rischia di essere marginalizzato. E' un problema che dovrebbe essere all'attenzione di tutte le forze politiche, a prescindere dal colore. Ed è tempo di affrontarlo».

Rita Cola /