Acquedotto del Consorzio Lys la Vallée finanzia i lavori
CAREMA. La mossa di trasferire, due anni fa, da Carema a Pont-Saint-Martin, la sede del Consorzio irriguo Roggia del Lys si è rivelata all'atto pratico quanto mai azzeccata. Lo dimostra la tempistica record con cui si sta completando, con relativa copertura finanziaria già ottenuta, la progettazione della nuova dorsale dell'acquedotto che andrà a servire in maniera più adeguata i terreni degli oltre 250 soci del sodalizio. Il progetto è stato illustrato martedi sera nella saletta del palazzetto dello sport di Pont-Saint-Martin, nel corso dell'assemblea dei soci guidata dal presidente Giovanni Aldighieri. Che non si è fatto sfuggire l'occasione per lanciare una stilettata all'indirizzo della Regione Piemonte.
L'ennesima che ha aggiunto un altro tassello alla sua battaglia per l'annessione di Carema alla Valle d'Aosta: «Se il consorzio fosse rimasto in Piemonte, non avremmo conseguito questo importante risultato - ha affermato Giovanni Aldighieri-. Basti pensare che il sindaco di una città come Novara aspetta da due anni di essere ricevuto a Torino, mentre per poter parlare con l'assessore o il presidente della Valle bastano due giorni. Ad ascoltare le sue parole, l'assessore all'Agricoltura valdostano, Giuseppe Isabellon.
I rapporti tra i due sono ottimi. Al punto che lo stesso assessore, tornando sul trasferimento della sede del Consorzio ha detto: «Questa scelta non significa dimenticare Carema. Il rapporto con Pont-Saint-Martin è radicato storicamente ed una fattiva collaborazione è necessaria. A chi ha sollevato dubbi sul sostegno finanziario a questo intervento, rispondo che va considerato che le nostre aziende coltivano terreni situati sul versante piemontese e che da essi traggono vantaggio».
Parole condivise dall'ex sindaco di Pont, ora consigliere regionale, Alberto Cretaz: «E' un ritorno al buon senso. Il confine amministrativo, certo, resta. Ma qualche beneficio Carema lo avrà, anche se i lavori interesseranno solo la parte valdostana del consorzio».
L'ingegner Trasino ha illustrato alla numerosa platea le peculiarità del progetto: «Verranno sostituite le vecchie condotte in acciaio, sarà ottimizzato il numero degli irrigatori e degli attacchi per gli orti, verranno costruite due nuove condotte per l'irrigazione e gli orti lunghe complessivamente 4 km. Sarà, inoltre, realizzata una presa idrica più adeguata a servizio della zona di Cappella Ferrata». L'opera richiederà una spesa di 1 milione 200 mila euro finanziati dalla Regione Valle d'Aosta.