"Ma quali manovre? Parliamo invece del coordinamento"

IVREA. «Gennaro Cerlino è un amico. Ma lui è lui e io sono io». Giacomo Bottino reagisce alle voci che, a suo dire in modo malizioso, accostano il suo nome e, in alcuni casi, la sua immagine a una presunta regia occulta dietro la vicenda giudiziaria che vede coinvolti, nella parte del denunciante, Gennaro Cerlino, per lunghissimo tempo macchinista del teatro Giacosa e, nella parte dell'indagato, Mario Liore, direttore organizzativo del Contato del Canavese.
«Le voci - sottolinea - le potrei prendere in realtà per quel che valgono, ovvero zero. Tanto più che io, come è stato ovvio e palese in questi anni, ho sempre fatto alla luce del sole le mie battaglie e assumendomene ogni responsabilità. Il ruolo del manovratore non mi appartiene, anzi. Eppure, in modo gratuito e pretestuoso si è abusato del mio nome e della mia immagine. Per questo mi tocca ripetere ciò che mi pareva di avere già detto con molta chiarezza mesi fa: chi mi getterà fango addosso sarà da me immediatamente querelato. Punto». Questo non significa, però, che Giacomo Bottino non voglia parlare di alcune situazioni. A cominciare proprio da quelle che riguardano il suo amico Gennaro Cerlino: «Ho stima di Gennaro. E Gennaro ha presentato due denunce molto circostanziate sulla quale è la magistratura a dover fare chiarezza. Si è comportato correttamente, come fa un cittadino quando ritiene che ci siano da segnalare delle situazioni da chiarire. Sinceramente, se a me fossero stati attribuiti i fatti descritti da Cerlino, non ci avrei messo un minuto a presentare una querela per tutelare la mia onorabilità. L'avrei fatto subito, tanto per mettere le cose in chiaro. Invece mi hanno riferito, ma non so se sia vero, che gli avvocati di Liore abbiano cercato un contatto con Cerlino».
Bottino, per anni direttore artistico del teatro Giacosa, non riconfermato in extremis essendogli stato preferito il professore milanese Paolo Bosisio, con Mario Liore dice di non avere più contatti: «E' terminato un rapporto professionale e si è interrotto anche un rapporto umano. Io ho continuato per la mia strada». E la strada di Giacomo Bottino è percorsa (anche) con l'associazione culturale 'La Terza Isola": «Abbiamo messo su con gradimento del pubblico la stagione 'Oh!" all'Officina H, ci occupiamo delle iniziative del Parco Culturale del Canavese, della stagione teatrale di Rivarolo. C'è una piccola stagione a Strambino. Abbiamo, dopo una pausa, rimesso in piedi il premio Giacosa. Forse tutto questo dà fastidio? Forse è per questo che vengo tirato in ballo in modo subdolo?».
Giacomo Bottino argomenta e sottolinea la pluralità dell'offerta culturale ad Ivrea e nell'Eporediese, un'offerta che rende il territorio, in proporzione, molto più ricco dell'area metropolitana. E, per lui, c'è qualcosa che andrebbe fatto: «Sarebbe importante un ruolo di coordinamento dell'assessorato alla Cultura di Ivrea in fase di programmazione, per evitare che ci siano sovrapposizioni. La stessa sera che al Giacosa c'era Nada, all'officina H si è esibito Crozza. E' un peccato perchè, con le sovrapposizioni, di fatto si riduce l'offerta. Non è una questione di concorrenza».
Il coordinamento a cura dell'assessorato alla Cultura di Ivrea, per Bottino, dovrebbe coinvolgere non soltanto 'La Terza Isola" e il teatro civico Giacosa, ma anche tutti gli enti e le associazioni che programmano iniziative culturali, dalle Residenze teatrali a Novedee di Alice Fumero, all'orchestra sinfonica: «Io credo - dice - che una riunione o almeno una consultazione sarebbe utile per armonizzare un'offerta culturale ampia e, soprattutto, stimolare gli eventi negli spazi più idonei».

Rita Cola